Io so che tu sai che io so
Nel gioco delle parti della gestione del potere, nel feudo italico, c'è una traccia sotterranea, anzi subacquea: io so che tu sai che io so. Una sorta di complicità, un'omissione pubblica, ma che trasuda da ogni documento ufficiale, da ogni nomina, da ogni atto. Un trasversalismo che corrode ogni istanza politica, svilendola e mortificandola. Così la polis non è più soggetto protagonista di analisi, studio, riflessione. Ma oggetto di gestione del potere. Il Polo Nazionale della Subacquea è un elemento che val la pena seguire. Nel golfo che fu dei poeti, l'avamposto dell'élite militarista segna il passo.
Roberta Pinotti, l’ex ministra della difesa, ex presidente della commissione Senato per la Difesa, trova nuova collocazione. La nomina, evidentemente (o curiosamente) avvenuta per mano del governo Meloni. In particolare dal ministro della Difesa Crosetto, suo evidente estimatore. Dunque Pinotti, Presidente della Fondazione del Polo Nazionale della Subacquea (PNS). Nessun imbarazzo per la storica esponente del Pd. Evitiamo di sorprenderci, gridando allo scandalo. Il trasversalismo, sulle questioni fondamentali (economia, politica estera, difesa , ecc) è un elemento che potrebbe aiutare a comprendere come mai 1 elettore su 2 non vota più. Così la ministra degli annunci di posti di lavoro in Arsenale (e del fantomatico piano Brin), mai realizzati, si insedia nel nuovo incarico.
Con l'avvio dei lavori prende pienamente forma la governance del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea, destinato a diventare un centro di eccellenza per la ricerca, l'innovazione e la cooperazione strategica nel dominio underwater.
Roberta Pinotti
(14 luglio 2025)
Allora segniamo qualche appunto su cosa, chi e come (o forse sarebbe meglio ribadire, quanto).
La Fondazione PNS è costituita il 21 maggio 2025, dai soci fondatori: Ministero della Difesa e Difesa Servizi S.p.A.. Che cos'è? Una fondazione di partecipazione di diritto privato, senza scopo di lucro e di interesse generale. Che cosa fa? Rappresenta il perno istituzionale ed operativo per il raggiungimento degli obiettivi del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea, promosso per rafforzare la cooperazione tra soggetti pubblici e privati per lo sviluppo del dominio subacqueo. Chi la dirige? Ecco qui il board:
- Roberta Pinotti (presidente, l'ex ministra della Difesa);
- Luca Andreoli (vice presidente e amministratore delegato di Difesa Servizi);
- Enrico Credendino (presidente onorario e Capo di Stato Maggiore della Marina Militare);
- Barbara Caputo (professoressa Ordinaria del Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico di Torino);
- Cristiano Ghirlanda (membro del CdA di Fondazione Carispezia e amministratore delegato di Euroguarco Spa);
- Cristiano Nervi (direttore PNS e direttore del CSSN)
- Collegio dei Revisori dei Conti: Dott. Alberto Turini (Presidente), Dott. Davide Poli, Dott. Claudio Casolari
- assemblea generale e dei soci Fondatori: Ministero della Difesa, Difesa Servizi S.p.A., Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Ministero dell'Università e della Ricerca, AIAD – Federazione Aziende Italiane per l'Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza, Università italiane (rappresentate dalla CRUI), Centri di Ricerca (rappresentati dalla Consulta dei Presidenti degli Enti di Ricerca), Agenzia Industrie Difesa (AID).
Il fabbisogno finanziario del PNS è stimato attorno ai 35-40 milioni di euro l’anno. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy lo finanzia con 9 milioni l’anno. Il ministero della Difesa con 3 milioni annui. 12 milioni di soldi pubblici. Ed il resto? Il viatico fu formalizzato nel convegno de La Civiltà del mare.
Assai probabilmente l’elemento dell’interesse economico (privato) ottenibile con lo strumento militare (pubblico) emerse dalle paludi dell’assise e dai dialoghi tra i suoi protagonisti: Marina militare, ENI, Saipem, Leonardo, Fincantieri e Telecom Sparkle, in cauda venenum, l’azienda su cui sta mettendo le zanne il fondo KKR. Cos’hanno in comune ex aziende di Stato, ora in mano a privati (in futuro anche a fondi di investimento privato)? Consentirebbero la tutela dei “corridoi strategici legati all’approvvigionamento energetico, alla connettività, alla presenza di gasdotti e di dorsali sottomarini per la trasmissione del traffico dati e che come tali devono essere sorvegliati e protetti”.
Chissà, forse la nomina di Roberta Pinotti potrebbe essere un ottimo scaricabarile per i finti sovranisti nostalgici. Il fallimento di tutte le promesse di patria uber alles, potrebbero trovare, nel trasversalismo italico, un esecutore perfetto. Manca la retorica sui posti di lavoro. Possiamo ovviare con tutta serenità. Gli unici posti di lavoro creati, ad oggi, sono quelli del consiglio d'amministrazione della Fondazione PNS. Nel mentre, per gli smemorati, le condizioni di lavoro furono esplicitate a suo tempo, quando esplose la questione “sicurezza”, con le dimissioni dei rappresentanti per la sicurezza (RLS) dei dipendenti civili dell’ente CSSN.
Così, io so che tu sai che io so
