Non vedo, non sento, non parlo
Se non vedo le questioni non esistono, se non sento non avrà modo di ascoltare critiche e se non parla nessuno le verrà a sapere. Non si tratta delle tre famose scimmiette ma dell'amministrazione comunale spezzina, diretta sapientemente dal sindaco Peracchini. Cieca, perché qualsiasi questione relativa alle aree militari si volta dall'altra parte. Sorda, perchè se viene posta la questione è come parlare ai muri. Muta, perchè non esprime alcuna posizione, ma si limita a passare le carte della Marina militare.
Il 29 aprile 2025 la forza armata natante inaugura, all'interno dell'Arsenale spezzino, "il nuovo deposito temporaneo per la gestione dei rifiuti speciali, realizzato presso la Base Navale della Spezia e dedicato a tutti i comandi ed enti dell’area operativa". Qualcuno ricorderà che il deposito è stato istituito di fronte ad una chiesa rinascimentale, sita all'interno del sedime arsenalizio. Ne dava notizia la Marina militare stessa.
Il 17 maggio 2025 viene depositata un'interpellanza consiliare, dal gruppo LeAli/AVS. Questo il testo:
Tenuto conto che:
- Il 29 aprile scorso è stato inaugurato “il nuovo deposito temporaneo per la gestione dei rifiuti speciali, realizzato presso la Base Navale della Spezia e dedicato a tutti i comandi ed enti dell’area operativa“.
- Si tratta di una superficie di oltre 4000 metri quadrati riservato allo stoccaggio di rifiuti speciali pericolosi (oli minerali esausti, pitture e vernici), ma anche di rifiuti speciali non pericolosi, come materiali ingombranti, ferro, legname e residui vegetali provenienti da attività di manutenzione ordinaria.
- A quanto si apprende tale area dovrebbe essere prospiciente la facciata della chiesa rinascimentale di San Francesco Grande.
Considerato che:
- strutturare un centro di raccolta rifiuti speciali ai margini di un patrimonio culturale rilevante, nonostante si disponga di 900.000 metri quadrati di superficie ampiamente inutilizzata e in
larghissima parte in stato di abbandono pare scelta discutibile, ancor più in presenza di un'istanza pubblica sostenuta circa tre anni fa da innumerevole firme di intellettuali, studiosi, amanti del territorio, semplici cittadini di “liberare” un bene inestimabile come il convento, peraltro senza che nessuna autorità desse risposta.- Il testo della petizione così recitava: "La città della Spezia, le cui sorti sono state legate, a partire dal 1861, alla Base Navale ed al suo Arsenale, sta faticosamente cercando un diverso modello occupazionale, nel quale abbiano peso crescente la ricerca e il turismo sostenibile.....In quest’ottica riteniamo necessaria la restituzione alla cittadinanza di aree e di edifici di notevole interesse storico-artistico posti nelle immediate vicinanze del recinto arsenalizio, quali il sito della demolita chiesa di San Maurizio di Marola e il complesso conventuale di San Francesco, risalente al secolo XV. Quest’ultimo, la cui importanza nell’ambito dei Minori Osservanti è rivelata anche dall’appellativo – Grande – col quale era designato, potrebbe ospitare attività convegnistiche e/o formative, in relazione al trasferimento dell’Università presso l’ex Ospedale Militare o alla riqualificazione del Laboratorio di Restauro della Regione Liguria. I sottoscritti rivolgono pertanto un appello ai Ministeri competenti affinché ci si adoperi per rimuovere celermente gli ostacoli che potrebbero frapporsi alla destinazione di questi preziosi beni ad usi assai più produttivi per la collettività di quelli attuali".
- secondo una nota diramata dalla Marina Militare il nuovo centro consentirebbe di prevenire qualsiasi rischio di dispersione di sostanze nocive, peraltro evidentemente prodotte in tutta la storia della base Militare, come testimonia la preoccupante presenza del Campo in ferro tra i borghi di Marola e Cadimare. -esiste un organo terzo, ARPAL la cui funzione precipua è quella di valutare tra gli altri i rischi legati a particolari criticità ambientali.
INTERPELLANO IL SINDACO E L'ASSESSORE COMPETENTE
per sapere se siano a conoscenza dell'esistenza e delle caratteristiche di detto deposito e se intendano intraprendere qualche iniziativa per appurarne eventuali effetti negativi sulla popolazione e
agire di conseguenza.Roberto Centi
Patrizia Flandoli
Giorgia Lombardi
Con rapidità fulminea, l'amministrazione comunale spezzina assume la questione e con la celerità che la contraddistingue, il 10 novembre 2025, delega l'assessore Pietro Antonio Cimino a rispondere.
Una digressione. Chi è Pietro Antonio Cimino? Attualmente assessore della giunta spezzina di (centro)destra, è un ex sottufficiale della Marina Militare. Classe 1960, in pensione dal servizio militare, nel 2012 è candidato in consiglio comunale nella lista della candidata sindaca di centrodestra, Fiammetta Chiarandini. e, causa le 67 preferenze e non varca la soglia del consiglio comunale. Tuttavia, in seguito alle dimissioni di un consigliere nel 2015, subentra in consiglio comunale e rimane in carica per i due anni successivi. Nel 2017 si ricandida in consiglio comunale, nella lista "Giovanni Toti per Peracchini" e raddoppia: 122 preferenze. Non bastano nemmeno questa volta ma il sindaco Peracchini lo nomina suo vice capo di gabinetto e tale resta dal 2017 al 2022.
Nel 2022 salta la tornata elettorale, ma Pierluigi Peracchini lo vuole come assessore esterno (non eletto in consiglio comunale) alle infrastrutture, Protezione Civile, Lavori Pubblici, Manutenzione, difesa del suolo, progetti speciali, illuminazione pubblica, organizzazione Grandi Eventi e, udite udite, rapporti con le Forze Armate. Nel 2024, assessore comunale in carica, si candida alle elezioni regionali liguri, nella lista "Orgoglio Liguria Bucci presidente". Racimola solo 220 preferenze. Infranto il sogno della consiliatura regionale, resta assessore comunale.
Torniamo alla questione. Come spesso accade quando un consigliere comunale interpella l'amministrazione su questioni ambientali che riguardano la gestione delle aree militari è in uso il copia/incolla. Qualcuno si ricorderà la vicenda delle emissioni di vapore acqueo dai fumaioli delle navi ormeggiate. L'interpellanza viene trasmessa all'autorità militare, attendono la risposta e viene letta in consiglio comunale. Eppure il testo dell'interpellanza è inequivocabile: interpella il sindaco e l'assessore competente. Ma magie della lingua italiana, del sindaco spezzino, mutatis mutandis, ne farebbe le veci il comandante del dipartimento Marina Nord.
L'assessore competente, non sarebbe quello all'ambiente ma quello ai lavori pubblici, forse in virtù del suo passato militare o della delega specifica per i rapporti con la forza armata. Tant'è che nel suo ruolo, tutto appare men che un assessore, ma portavoce della Marina militare, letteralmente e ciò pare che stia nel (dis)ordine delle cose. Il fatto che un'interpellanza in tema ambientale non risponda ne l'assessore competente, ne il sindaco in materia di massima autorità sanitaria cittadina, la dice lunga.
Punto uno. Cosa ci sta a fare la giunta alla Spezia? Apparentemente un servizio postale. Nemmeno di grande efficienza, perchè secondo l'assessore, a giugno il Comando Marina Nord avrebbe risposto alla richiesta documentale del Comuna. A novembre se ne da comunicazione. Ma al di là delle lamentele sul servizio e le lungaggini della consegna postale, andiamo al dunque. Perchè si confonde la base navale con il sedime arsenalizio? L'oggetto del contendere è sito all'interno dell'area dell'arsenale, eppure la narrazione parla di base. Forse perché chi ha gestito la creazione del deposito di rifiuti è l'ente che governa la base e non l'Arsenale? In questo limbo, naturalmente, si aprirebbero le ambiguità amministrative e contabili.
Punto due. Siccome tutto è, o appare, a norma di legge, basta elencare una sequela di commi del testo unico ambientale e fine della discussione. Anzi, l'istituzione del deposito temporaneo "testimonia l'attenzione che il comando della stazione navale ha nei confronti dell'ambiente". Che problema c'è? Nessuno. E' tutto in regola. Ora che venga istituito un deposito di rifiuti speciali di fronte ad una chiesa rinascimentale, abbandonata, all'interno della quale c'è ancora und deposito di vernici abbandonato, è del tutto normale, Anzi tali spazi erano deputati a tale funzione.
Punto tre. Caso mai non ce ne fossimo accorti, l'assessore comunica che la forza armata, ossia la Marina militare, "si è sempre adoperata nell'applicare tutte le misure necessarie a salvaguardare l'ambiente nei propri sedimi militari". Allora si vede che campo in ferro, piuttosto che la trattazione delle unità militari dismesse, o la quantità di amianto presente nelle aree militari, siano un sogno (o un incubo, vedete voi), di chi pensa che la realtà sia ben più articolata di una risposta da rileggere (senza peraltro molta enfasi) in consiglio comunale, in vece di una risposta politica che latita da anni. Tant'è che finita la lettura della missiva del comandante della base navale, il capitano di vascello Ilardi, chiude la comunicazione.
Volete una sintesi? Democrazia, questa sconosciuta. Aree militari, è cosa loro. Ambiente, tutto è blu.
Ora potete ascoltare l'intervento dell'assessore della marina militare (min 9:19) e valutare (video del Consiglio comunale del 10 novembre 2025). Potremmo suggerire una mozione per il prossimo consiglio comunale, naturalmente emendabile e su questo si gradiscono suggerimenti.
Preso atto che ogni qualvolta si presentano delle criticità tra le attività delle forze armate alla Spezia e viene interpellato il Sindaco o un suo delegato la risposta fornita non riguarda mai la posizione dell'amministrazione comunale, ma si limita a comunicare la risposta dell'autorità militare;
Considerato che le prerogative del Sindaco e della giunta non sono mai espresse, ne in termini politici ne amministrativi;
Ritenuto che sia possibile ravvedere un considerevole risparmio per le casse comunali
Il Consiglio comunale chiede
al Prefetto della Spezia di commissariare l'ente e di nominare come reggente l'autorità militare.
PS. Nella narrazione ormai siamo abituati a questo cliché. I problemi li hanno creati chi c'era prima, i traguardi li taglia chi amministra ora. Nel novero della teoria delle probabilità, per stabilire se statisticamente ciò sia veritiero dovremmo rifarci ad un frattile gaussiano. Ma se non avete capito di cosa sto parlando, sarebbe interessante chiedere alla deputata/viccesindaca, che fine abbia fatto il progetto di musealizzazione del sommergibile, per cui, chi veniva prima non aveva creato una delega ad hoc (assessora alla musealizzazione del sommergibile ce l'abbiamo solo alla Spezia), ma aveva stanziato fondi di bilancio per realizzarlo.

L'ultima proposta mi pare naturale conseguenza degli atti presentati in risposta alle interrogazioni.
Meno che passacarte.
E non provano neache vergogna!