L'assurdità di chi comanda intorpidisce la ragione
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William Domenichini  

Assurdità di chi comanda per intorpidire la ragione

Lasciandoci nella parafrasi di quel un tale, chi comanda non solo non si ferma davanti a ciò che definiamo assurdità, ma se ne serve per intorpidire coscienze ed annullare la ragione. La realtà dei fatti è ben più grottesca di ogni sua più fantasiosa interpretazione, anche di allusioni letterarie. Nel caso spezzino di Basi blu, la scomparsa dei fatti è ormai all’ordine del giorno. Dal suo finanziamento, al progetto preliminare, al bando di gara sono una costante. Così come è costante la narrazione, nella maggior parte dei casi priva di contestazione, monolitica, edulcorata, fantasiosa e oltre ogni limite della retorica.

ammiraglio Pierpaolo RibuffoÈ un periodo particolarmente felice per la Marina militare, perché viviamo una riscoperta delle politiche del mare. C’è oggettivamente un cambio di approccio in Italia e questo ci dà ottime prospettive. Intendiamo esserci e reinterpretare la nostra presenza alla Spezia. Stiamo per inaugurare il Polo della Subacquea, mentre nella parte occidentale del Golfo della Spezia modernizzeremo la base e l’intero arsenale, che tornerà ad essere cuore pulsante nel Paese nel progetto Basi Blu.

Pierpaolo Ribuffo
Ammiraglio di divisione, comandante interregionale marittimo Nord
(11 novembre 2023)

Mai una parola che riguardi le bonifiche che occorrerebbero, mai un vocabolo riguardante una riorganizzazione. Non c’è mai un riferimento alle criticità che l’Arsenale vive, dalla morte occupazionale allo stato d’abbandono. Un trionfo di retorica. Intendiamoci, non un fatto nuovo. C’è chi si ricorderà dell’esercizio retorico e fantasioso (se non a tratti presumibilmente menzognero) del direttore dell’Arsenale. Qualcuno potrebbe ricordare di come vengono spesi i soldi dei contribuenti nelle aree militari spezzine. Oppure chi rammenterà che, con una bella pennellata di greenwashing, le aree militari risulterebbero utilizzati per far fare profitti ai privati.

Che la retorica sia la norma, lo si conferma anche nel richiamo alla costituzione del Polo nazionale della subacquea. Una realtà annunciata per l’ennesima occasione, ma il cui futuro rimane avvolto da più di un interrogativo.

D’altronde, nonostante tutto, c’è chi continua a ripetere una menzogna all’infinito, in un adagio che affonda le sue radici nella storia della società umana narra che ripetere una menzogna all’infinito conduce a farla credere una verità. Allora, ad ogni menzogna, occorre rispondere smascherandola, una dopo l’altra. Ma cosa accade realmente nell’Arsenale spezzino, oltre che raccontarlo sotto svariati aspetti, lo spiattella senza troppi fronzoli le RSU interna:

Proprio l’ammiraglio Ribuffo, qualche giorno fa ha comunicato di voler trasferire alcuni spogliatoi per vulnerabilità di taluni edifici. Stiamo assistendo ad una serie di trasferimenti di interi reparti, sempre a causa di edifici poco sicuri e carenti di condizioni accettabili. Una situazione generata da mancate manutenzioni, cattive gestioni ed errate valutazioni, che si riflettono, ora, su ogni aspetto lavorativo. A questo si aggiungono i mancati investimenti in termini di risorse umane e finanziarie, non per ultimo il decreto legge sul bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2024 e per il triennio 2024-2026, che assegna 24 miliardi di euro, quasi tutti alle forze d’armate e nessun riferimento alla “valorizzazione del personale Civile della Difesa“.

RSU Arsenale La Spezia
(14 novembre 2023)

Assurdità di chi comanda per intorpidire la ragione, scriveva quel tale. Le parole del comandante Ribuffo non sono estrapolate da un comunicato, un’intervista o un tweet. Sono tratte del suo intervento al convegno Sotto il segno del porto, promosso dall‘Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, che si è svolto venerdì 10 novembre 2023, presso l’Auditorium del Porto alla Spezia. Quelle parole non hanno risuonato in una riunione intima, ma di fronte ad un parterre de rois, tra Prefetto, comandante della Capitaneria di Porto della Spezia e sindaco della città, oltre a svariati rappresentanti di operatori portuali. Dunque ci si aspetterebbe che il primo cittadino, con un intervento del comandante Ribuffo di questo taglio, intervenisse e dicesse la sua. Lo fa, ma su tutt’altro.

Pierluigi PeracchiniVeniamo da un grande passato, penso alla nascita di un sistema portuale di tipo privatistico ma capace di generare grande produttività. E’ un modello che a ben guardare viene dal 2006, con quel Prp che va attuato, all’interno di in un mondo che cambia. Qui oggi c’è un porto-provincia, prima non c’erano i crocieristi, non c’era il Polo universitario, non c’erano le realtà di produzione di mega-yacht. Dobbiamo guardare al futuro sapendo quali sono le nostre necessità. Dobbiamo capire quali sono gli investimenti che servono per essere competitivi non tralasciando la componente ambientale. Dobbiamo essere capaci di andare avanti per un nuovo porto, per un nuovo Golfo dei poeti.

Pierluigi Peracchini
Aindaco della Spezia
(11 novembre 2023)

Quale golfo dei poeti abbia in mente Peracchini, non è dato saperlo. Forse quello con 14 nuove unità militari ormeggiate, con unità della NATO che entrano ed escono per supportare nuovi conflitti? O forse ha perduto la memoria di cosa sia un golf con sottomarini nucleari che transitano? O ancora un’ex fabbrica lasciata alla mercé di privati? Senza tener conto di lungimiranti attività legate al rigassificatore di Panigaglia. Insomma, non è dato sapere se il primo cittadino ha una visione, o forse, è più probabile ritenere che non avendola, brancola nel buio blaterando di questo e quell’altro. In caso di insuccesso, sarà colpa di chi l’ha preceduto.

Il sindaco, com’è noto, non ha una vaga idea di cosa sarà la città tra 10 o 20 anni. Potrebbe di esser sfavorevole a Basi blu e si attiverà per metterla in discussione, o quantomeno chiedere di modificare un progetto che, così com’è, penalizzerà la città che amministra per i prossimi 50 anni? Non scherziamo. Un don Abbondio in salsa sprigolina che si rispetti si volta dall’altra parte e, come già accaduto, una volta terminato di controllare i suoi canali social, la butta in caciara, senza assumersi un impegno concreto, senza porre una soluzione ad un problema, anche quando la questione rientra nelle sue prerogative istituzionali.

Forse proprio per questo, mentre chi si nasconde dietro ad un dito della solita retorica, una politica che nasconde con annunci i propri fallimenti, c’è chi continua a dipingere, con la medesima retorica ma condita da un filo di menzogna, Basi blu come se fosse il rinascimento di una città mortifera. Il paradosso di chi ne canta le lodi e ne alliscia la comunità, ma in realtà suona un de profundis.

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Luca Bertirotti
Ospite
4 mesi fa

Hai ragione su tutto, purtroppo

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L'ultimo arrivato!

Questo bellissimo saggio ci racconta come la cultura di guerra e di morte genera gli stessi mostri in tutto il Paese: pessimismo, obbedienza, passività, senso di sconfitta, conformismo, opportunismo, clientelismo. Figli di un dio minore, vittime e colpevoli allo stesso tempo dei propri mali. Politici e rappresentanti istituzionali fotocopia. Iene e sciacalli ai banchetti delle opere pubbliche e gattopardi perché cambi tutto purché non cambi nulla.

Lo scenario che ci delinea e ci offre queste pagine che seguiranno è certamente doloroso, tragico, inquietante, ma in questo suo coraggioso e generoso atto di denuncia traspare sempre lo smisurato amore per La Spezia, per il suo Golfo, il suo Mare. Pagine e immagini che feriscono il cuore ma in cui respiriamo ancora speranza ed utopia. Che un’altra città sia davvero ancora possibile, viva, libera, aperta, felice. Un laboratorio di Pace.

Antonio Mazzeo

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