Polo sovranista subacqueo cercasi
Analisi MuratiVivi
William Domenichini  

Polo sovranista subacqueo cercasi

Una volta al governo, i paladini della Nazione e della Patria, inciampano qua e là, così occorre lanciare l’appello sul polo sovranista subacqueo, cercasi. Chi l’ha visto? Ingrati rosiconi sono pronti a puntare il dito, come già accaduto sulla vicenda delle acque territoriali. Ma in quel caso, la propaganda sul cosiddetto nuovo Piano Mattei (quando si dice, il nome giusto per la propaganda giusta) avrebbe compiuto il suo compito di arma di distrazione di massa.

Ma veniamo alla questione del contendere. Da un lato una sparizione eccellente, al bilancio dello Stato già gravante di qualche milionata di euro. Dall’altro le dinamiche finanziarie globali che incombono. In un quadro fosco e misterioso, come un thriller degno di nota, non può mancare un pizzico di suspense da spy story e per rendere la cosa reale, bastano qualche dichiarazione di una parlamentare spezzina. Ma andiamo per gradi.

Indizio 1. Il fondo statunitense Kohlberg Kravis Roberts & Co. L.P. presenta la sua offerta, vincolante, per Netco (unità che comprende la rete primaria, la rete secondaria e le attività wholesale domestiche e internazionali di TIM). KKR, in riferimento alla partecipazione Teleconm Sparkle, formula un’altra offerta non vincolante, chiedendo un periodo di esclusiva fino al prossimo 20 dicembre. Entro quella data, il fondo americano prevede di terminare le acquisizioni.

Passo indietro. KKR è società di investimenti private equity, specializzata nel segmento di leveraged buyout. Paroloni per definire una  società finanziaria che finanzia un’altra società con l’acquisto di sue azioni, sottoscrivendo azioni di nuova emissione. Tradotto un soggetto indebitato che acquista altro soggetto indebitato senza cacciare un euro, ma facendo nuovo debito, garantito dai cespiti della società nel mirino dell’acquisizione. Al netto della dinamica labilmente predatoria, spicca un’ulteriore particolarità. Maggio 2013. KKR assunse, come presidente del suo Global Institute, tal David Petraeus, ex generale ed ex direttore della CIA (dimessosi in seguito ad uno scandalo extraconiugale in cui emersero alcune criticità sulla gestione delle informazioni dell’agenzia). Parte del lavoro di Petraeus riguarda il supporto ai team di investimento e società del portafoglio KKR, nello studio di nuovi investimenti. Intelligence. Nel dicembre 2014, Petraeus fa carriera e, mantenendo il timone del KKR Global Institute, è nominato anche partner del fondo KKR.

Ça va sans dire, l’operazione di acquisizione di TIM (e satellite Sparkle) ha il placet del ministro competente del governo dei paladini della Nazione e della Patria. Quale coerenza c’è nel vendere asset strategici per un paese, quali infrastrutture di comunicazione, non è dato saperlo. Se poi l’acquirente è un fondo speculativo, è argomento al quale richiederebbero riflessioni assai più approfondite. Andiamo avanti.

Indizio 2. Il polo nazionale della subacquea. Per chi è atterrato ieri da Plutone, si tratta del progetto che doveva vedere la sua nascita il 9 giugno 2023 alla Spezia, e pare ancora essere in alto mare. Anzi, nei profondi abissi. L’idea fu paventata da un predecessore dell’attuale capo della Marina militare, ammiraglio Credendino. Già l’ammiraglio De Giorgi ne annunciò la creazione. paventata all’interno dell’Arsenale spezzino, in una delle aree più degradate ed abbandonate: le vasche di San Vito. Forse qualcuno, vista la poca profondità delle vasche e lo stato semidistrutto delle strutture adiacenti ha pensato bene di cercare un’altra locazione. Così, com’è noto, alla fine dei conti il taglio del nastro avverrà (quando avverrà) al Centro di Supporto e Sperimentazione Navale (CSSN).

Perché servisse un polo nazionale della subacquea fu chiarito, il 27 marzo 2023, dai protagonisti nel convegno all’Accademia navale livornese: la civiltà del mare. Al netto della retorica e delle buone intenzioni, l’elemento dell’interesse economico (privato) ottenibile con lo strumento militare (pubblico) emerse dalle paludi dell’assise e dai dialoghi tra i suoi protagonisti: Marina militare, ENI, Saipem, Leonardo, Fincantieri e Telecom Sparkle, in cauda venenum, l’azienda su cui sta mettendo le zanne il fondo KKR. Cos’hanno in comune ex aziende di Stato, ora in mano a privati (in futuro anche a fondi di investimento privato)? Consentirebbero la tutela dei “corridoi strategici legati all’approvvigionamento energetico, alla connettività, alla presenza di gasdotti e di dorsali sottomarini per la trasmissione del traffico dati e che come tali devono essere sorvegliati e protetti”.

Indizio 3.  Nel 1959, il Segretario della Difesa degli Stati Uniti fornì i finanziamenti per avviarne l’istituzione, fino a quando non fossero stati ottenuti i finanziamenti della NATO del SACLANT ASW Research Centre, alla Spezia. Centro per la ricerca nel campo scientifico e tecnologico e lo sviluppo di tecnologie antisommergibile. Nel 1987 la denominazione è cambiata in SACLANT Undersea Research Centre, nel 2003 divenne NATO Undersea Research Center (NURC), per trasformarsi nell’attuale Centre for Maritime Research and Experimentation (CMRE). In oltre 50 anni, il CMRE ha prodotto ricerche in “ambito marino, nella modellazione e simulazione, nell’acustica e in altre discipline, oltre a produrre risultati critici e comprensione che sono stati incorporati nei concetti operativi della NATO“, gestendo due unità navali: la NATO Research Vessel Alliance e la Coastal Research Vessel (CRV) Leonardo.

Il caso della Alliance NRV  non è passato inosservato alle cronache. Tra le attività dell’unità militare c’è lo studio degli effetti del cambiamento climatico globale. I più ingenui penseranno al grande contributo militare contro il global warming, effetto Thumberg, checche ne pensi il generale Vannacci. Ma leggendo tra le righe la realtà è assai più cruda. In missione al largo delle isole Svalbard, usando droni sottomarini e stazioni meteo subacquee ancorate al fondale, ha monitorato la condizione dei mari artici.

Il cambiamento climatico minaccia la sicurezza globale e la NATO deve essere parte della risposta“. Lo ha capito anche la NATO. Dai problemi per i sonar e per i sottomarini militari, al livello dei mari destinato a salire divenendo una minaccia per le basi navali militari, passando per la fusione dei ghiacci che apre nuove rotte nell’Artico e rende accessibili più risorse sui fondali. Tutti elementi sostanziale per la costruzione di Pace tra i popoli, è evidente.

Torniamo al locale. Quanto dista il CMRE dal CSSN? Sono nel medesimo sito, dirimpettai. Così, mettendo in ordine gli indizi, varrebbe la pena, alla luce degli avvenimenti, porsi qualche domanda su ciò che avverrà oltre quel muro, quel filo spinato e quei cartelli “Zona militare”, in quel tratto spezzino di viale San Bartolomeno? Forse. I più pragmatici si domandano come mai in un’area immensa come quella militare in viale San Bartolomeo vi siano spazi enormi inutilizzati e non vengano trasferiti nell’Arsenale spezzino, ottimizzando gli abbandoni. Ma una certa politica sembrerebbe tanto disinteressata quanto retorica. Nulla di nuovo, la strada dell’Arsenale (e delle aree militari spezzine) è lastricata buone intenzioni e di annunci. E come se nulla fosse, la casalinga di Santo Stefano Magra, prestata alla politica e divenuta amministratrice locale, non perde l’occasione.

Stefania PucciarelliL’atto più importante è la costituzione della Fondazione, ci sono anche le necessarie dotazioni economiche ministeriali con un fondo di tre milioni varato l’anno scorso, che si auspica sia incrementato. L’operatività della Fondazione è infatti uno dei passaggi chiave, dovendo fare da incubatore, oltre che sviluppare il raggruppamento di imprese, sotto il coordinamento della Marina, su cui il Distretto si fonda. A breve avrò un incontro ministeriale e spero di avere indicazioni più precise.

Stefania Pucciarelli
Senatrice
(7 ottobre 2023)

Tra il fantasioso e l’incerto, tra fondazioni, distretti ed altre illusorie amenità che non trovano conforto con la realtà, la senatrice, in una divincolante arrampicata sugli specchi, non chiarisce come mai il polo fantasma della subacquea, al netto del curriculum del suo direttore, il 9 giugno 2023 non ha visto la luce e, ad oggi, non se ne vede l’ombra. Probabilmente non ha nemmeno la vaga idea di cosa si stia muovendo nel mondo, tanto quello reale quanto quello finanziaria. Ma poco importa. Una battuta sulle grandi opportunità legate allo sviluppo del settore militare non si nega a nessun elettore. Tuttavia c’è chi, evidentemente, la sa più lunga dell’ex sottosegretaria alla Difesa (qualche malevolo direbbe, non ci vuole molto) e, in tempi non sospetti, chiarisca qualcosa.

Giuseppe CossigaUno degli obiettivi del polo (della subacquea, nda) è attrarre capitali, perché non camperà delle risorse che gli verranno assegnate. Non possiamo pensare che questo paese sia in grado, attraverso la Pubblica amministrazione, di finanziare il polo per la dimensione subacquea, dobbiamo essere tutti noi (piccole e grandi aziende insieme alle istituzioni) a lavorare tutti all’unisono.

Giuseppe Cossiga
Presidente AIAD
(31 Maggio 2023)

Nonostante non sia dato sapere che fine abbiano fatto quei tre milioni di euro, con i quali si fondava il polo nazionale, ancora una volta, occorre rivolgersi a quel tal al bar Peola. E mi perdonerà se oso parafrasarlo. Tant’è, nonostante l’interessamento della senatrice Pucciarelli, anche quest’anno è arrivato l’autunno. Tuttavia, per quel che concerne il futuro di un polo subacqueo ancora negli abissi, occorrerà rivolgersi ad altri, probabilmente in un’altra nazione. Alla faccia della strategicità e dell’amor patrio.

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L'ultimo arrivato!

Questo bellissimo saggio ci racconta come la cultura di guerra e di morte genera gli stessi mostri in tutto il Paese: pessimismo, obbedienza, passività, senso di sconfitta, conformismo, opportunismo, clientelismo. Figli di un dio minore, vittime e colpevoli allo stesso tempo dei propri mali. Politici e rappresentanti istituzionali fotocopia. Iene e sciacalli ai banchetti delle opere pubbliche e gattopardi perché cambi tutto purché non cambi nulla.

Lo scenario che ci delinea e ci offre queste pagine che seguiranno è certamente doloroso, tragico, inquietante, ma in questo suo coraggioso e generoso atto di denuncia traspare sempre lo smisurato amore per La Spezia, per il suo Golfo, il suo Mare. Pagine e immagini che feriscono il cuore ma in cui respiriamo ancora speranza ed utopia. Che un’altra città sia davvero ancora possibile, viva, libera, aperta, felice. Un laboratorio di Pace.

Antonio Mazzeo

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