Eventi ed iniziative Pace
William Domenichini  

Si assalten la Flottilla todes al carrer

SeaFuture. Riconvertiamolo la fiera di guerra. Basi blu. Demilitarizziamo il territorio. La Flottilla è sulla via per Gaza per fermare il genocidio. Siamo l'equipaggio di terra che la sosteniene. Si assalten la Flottilla todes al carrer. Se assaltano la flottilla, tutti in strada.

In questi giorni le emozioni non sono mancate. Fino a qualche tempo fa alla Spezia succedevano cose strane. Si identificava chi metteva uno striscione dalla sua finestra con scritto "Via la NATO dalla Spezia". Si condannava un artista per una performance, peraltro censurata in un museo pubblico. Nel silenzio, perché è la città delle navi da guerra vendute ai regimi democratici (Egitto, Indonesi, Qatar, ecc.), annegata nell'ipocrisia di dibattiti come, cosa significa bambino, genocidio o non genocidio, ma allora stai con Hamas. La città militarizzata da 150 anni, dove il lavoro era subordinato ad una forza armata, ma oggi non c'è più. C'è solo la forza armata. E i danni ambientali, le nocività, gli spazi preclusi, restano.

Dall'assemblea di domenica, dove non c'è stato un intervento che abbia toccato il cuore, seppur fatto con la mente, a mercoledì sono passati solo tre giorni. In quelle 72 ore se n'è viste di tutte. SeaFuture, la fiera di armi e di guerra ha aperto i battenti e la retorica sgorgava fine nel Lagora, il canale che separa il mondo civile dall'oblio. L'acampada ha preso vita e fin da sabato, giorno della manifestazione, è stata una spina nel fianco di chi amministra la città. Maledetti! Avete occupato la piazza, rovinando il salotto rabberciato alla spezzina con i vostri striscioni insolenti. Ora vi incolpiamo del caos del traffico.

Peccato, la realtà, attendendo l'effetto di certi stupefacenti, viene a galla. Come le figure barbine di chi fa un'ordinanza di chiusura di una piazza e poi si dimentica di analizzare il flusso del traffico che genera una fiera di guerra e di morte. Peggio di quando gioca lo Spezia Calcio. Ma quel che non si arresta è qualcosa di ben più importante: l'acampada. Cresce. Ogni giorno sempre più gente va in piazza Palestina Libera (già Domenico Chiodo), per incontrarsi, ascoltare, discutere, informarsi. I bambini giocano sotto lo sguardo delle forze dell'ordine, ignorandoli. Dipingono ,corrono, gioiscono, in una piazza che non è mai stata tale.

Piazza Palestina libera non è occupata. E' liberata. Dal logorio della vita moderna, ma senza ricorrere al Cinar. Tralasciando battute da boomer, mi è toccato anche a me animare quell'agorà e l'ho fatto con grande convinzione. Condividere più dieci anni di battaglie dei MuratiVivi, ragionare sulla nostra città, non come accade oltre il muro, a SeaFuture. Li tutto è immobile, tutto deve restare così. Affari multimilionari di pochi, sulla pelle di tanti, giustificati dalla retorica vacua e da un diritto che si è trasformato in un'elargizione: il lavoro.

All'acampada si parla della città che fu e di come la sua militarizzazione l'abbia devastata. Si racconta che il parto delle menti, radunate oltre il muro, è tingere tutto di blu. C'è consapevolezza che quelle spese e quei costi (pubblici), sono sottratti a scuole, ospedali, diritto alla casa, servizi essenziali e via discorrendo, per interessi di privati. SeaFuture, la base tinta di blu e la necessità di demilitarizzare La Spezia per contribuire a demilitarizzare il mondo. Sullo sfondo, le prue della Sumud Flottilla solcavano le acque del Mediterraneo. Ma la terra non era ancora in vista.

Piazza Palestina Libera è piena. Si fatica a muoversi. Cala il sole, oltre il Parodi. Cala poi il sole sull'orizzonte della flottilla. Iniziano gli abbordaggi della marina genocida. 30 minuti. Partono i messaggi. La Piazza è stracolma, dilaga. Parte il corteo. Un fiume di persone si riversa in città, percorrendola in lungo e in largo. Ci sono tantissimi giovani. Io mi sento vecchio. Poi incontro con lo sguardo un ex ministro. Mi sento più giovane. Quasi 4 chilometri di manifestazione, canti, suoni. Arriva davanti alla statua di Domenico Chiodo. Palestina libera! Arsenale Libero!

In lontananza le sirene. Nessuna paura, è un'ambulanza. Il corteo si apre, come le acque bibliche del mare. Il mezzo di soccorso passa tra gli applausi, senza perdere un attimo nella sua corsa per aiutare chi ha bisogno. I conducenti non gridano "andate a lavorare", salutano chi manifesta anche per loro. Piazza Palestina Libera torna a riempirsi e nessuno se ne va. Tutti li, e domani si va a lavorare. Ma restano li. Gioiosi di una città risvegliata, del maestrale che spazza via tentennamenti e calcoli, portando umanità e voglia di cambiare, anzi di progredire, di rivoluzionare.

Assemblea. Il giorno dopo (12 ottobre), non si celebra la scoperta dell'America. I media locali non fanno in tempo a dare la notizia. che non sono le percentuali di qualche amministratore delegato di un'industria di morte, ma che la città è insorta per restare umana e che il giorno dopo ci si mobilita ancora.

0 0 voti
Rating articolo
Sottoscrivi
Notificami
Lascia un tuo commento
Lascia un tuo commento

0 Commenti
Il più vecchio
Più recente Più votato
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti
3d book display image of Il golfo ai poeti (no basi blu)

L'ultimo lavoro

Questo bellissimo saggio ci racconta come la cultura di guerra e di morte genera gli stessi mostri in tutto il Paese. Pessimismo, obbedienza, passività, senso di sconfitta, conformismo, opportunismo, clientelismo. Figli di un dio minore, vittime e colpevoli allo stesso tempo dei propri mali. Politici e rappresentanti istituzionali fotocopia. Iene e sciacalli ai banchetti delle opere pubbliche e gattopardi perché cambi tutto purché non cambi nulla. Lo scenario che ci delinea e ci offre queste pagine che seguiranno è certamente doloroso, tragico, inquietante, ma in questo suo coraggioso e generoso atto di denuncia traspare sempre lo smisurato amore per La Spezia, per il suo Golfo, il suo Mare. Pagine e immagini che feriscono il cuore ma in cui respiriamo ancora speranza ed utopia. Che un’altra città sia davvero ancora possibile, viva, libera, aperta, felice. Un laboratorio di Pace.
Antonio Mazzeo

Ottieni subito la tua copia >>
0
Mi piacerebbe conoscere il tuo pensiero. Lascia un tuo commentox