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William Domenichini  

Nuova avventura con i valori di sempre

Nuova avventura con i valori di sempre. L’anno che si è appena concluso è stato denso di impegni, molto tempo dedicato a ciò che è stato fatto ma soprattutto a ciò che dovrà essere fatto. Impegni che non sono palesi, ma che con fatica determinano il nostro incedere, utili per costruire qualcosa che prosegue in un solco già tracciato. La metafora contadina non è del tutto impropria, tant’è che il frutto di quel lavoro prosegue l’impegno che fino ad oggi mi ha visto coinvolto, con una serie di costante: l’impegno sociale, se volete politico, e la scrittura.

In ragione di questa premessa, in primo luogo questo nuovo sito, se volete figlio del precedente espressamente dedicato al libro che mi ha visto esordire e che porterò sempre nel cuore per tanti motivi. In primo luogo perché quel lavoro fu frutto di un interminabile narrazione di un pezzo di me, della mia famiglia, delle mie radici, quelle culturali ed educative, ma soprattutto affettive. Quel lavoro non termina, vive costantemente nella meraviglia risposta che tante e tanti continuano a darmi, curiosi di conoscerlo, entusiasti nel viverlo. Inevitabilmente tutto ciò che rappresenta il mio primo passo nella narrazione mi ha portato avanti, in quei valori e quei sentimenti che chi ha combattuto la Resistenza antifascista ed antinazista ci ha insegnato.

Dunque ecco le ragioni per ampliare lo strumento “virtuale”, restando ancorato a quei sentimenti ed a quei valori, facendo un passo avanti e anticipando un nuovo lavoro “letterario”, un saggio dedicato alla mia terra, in particolar modo con il cuore nella borgata in cui vivo, Marola e che affronterà uno dei temi più spinosi, la militarizzazione dei territori.

Sempre coraggio, e tutto sarà niente. Sono le parole di Ettore Cervi, il più piccolo dei sette fratelli che, prima di morire, insieme a loro, di fronte ai fucili fascisti, la mattina all’alba del 28 dicembre 1944. Grazie alla sensibilità di mia moglie, decidemmo di utilizzare quelle parole, che sono un simbolico epitaffio dei sette martiri, perché questo sito ed il lavoro che vi sarà dietro assomiglino il più possibile a quella speranza, una luce di fronte alle situazioni più avverse, un incoraggiamento a prendere coscienza, come disse papà Cervi più tardi, dopo un raccolto ne viene un altro. Una speranza che è motore di tante passioni, come quella di scrivere, priva di ogni narcisismo ma come strumento per dare voce a quei valori che ritengo fondamentali trasmettere, condividere, curare. Farlo significa lasciare un segno, ma soprattutto prendere una posizione, passare un testimone.

Quelle parole hanno dato vita a questo spazio, accompagnate da un’altra convinzione, che l’ottimismo della volontà, necessario per poter continuare a guardare la nostra realtà e cercare di cambiarla in meglio, sopravanzi al pessimismo della ragione, figlio delle criticità e delle miserie che ci circondano. in questo straordinario ed intricato mondo. Proprio da quel pensiero, e dalle lettere che Gramsci scrisse dal carcere vorrei sempre tener a mente che anche quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all’opera, ricominciando dall’inizio.

Quindi sempre coraggio, e tutto sarà niente.

Il golfo dei poeti
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L'ultimo arrivato!

Questo bellissimo saggio ci racconta come la cultura di guerra e di morte genera gli stessi mostri in tutto il Paese: pessimismo, obbedienza, passività, senso di sconfitta, conformismo, opportunismo, clientelismo. Figli di un dio minore, vittime e colpevoli allo stesso tempo dei propri mali. Politici e rappresentanti istituzionali fotocopia. Iene e sciacalli ai banchetti delle opere pubbliche e gattopardi perché cambi tutto purché non cambi nulla.

Lo scenario che ci delinea e ci offre queste pagine che seguiranno è certamente doloroso, tragico, inquietante, ma in questo suo coraggioso e generoso atto di denuncia traspare sempre lo smisurato amore per La Spezia, per il suo Golfo, il suo Mare. Pagine e immagini che feriscono il cuore ma in cui respiriamo ancora speranza ed utopia. Che un’altra città sia davvero ancora possibile, viva, libera, aperta, felice. Un laboratorio di Pace.

Antonio Mazzeo

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