Evidenza Fulmine è oltre il ponte Libri
William Domenichini  

E’ solo l’inizio…

E’ solo l’inizio…

Il 27 settembre è una data importante nella storia della Resistenza italiana, l’inizio delle Quattro giornate di Napoli, insurrezione con cui i civili ed militari sbandati riuscirono a liberare la città partenopea dalle forze naziste, la prima tra le grandi città europee ad insorgere con successo contro l’occupazione tedesca. A 75 anni da quell’importante giornata per il nostro paese e per la città della nostra casa editrice (Marotta&Cafiero Editori), ad un mese dall’uscita di Fulmine è oltre il ponte, inauguriamo ufficialmente questo sito, scandendo il conto alla rovescia.

Poco più di un anno fa, insieme ai ragazzi di Scampia iniziammo un viaggio che aveva, come primo traguardo quello di raggiungere il l’obiettivo di pubblicare questo libro, attraverso un innovativo percorso di “produzione dal basso“, dove i lettori che avrebbero prenotato la loro copia sarebbero stati anche co-produttori dell’opera stessa. Ora, questa storia che fa parte della mia vita fin quando ero bambino, ascoltata dalla voce di chi l’ha vissuta, sta per prendere forma.

Le vicende di Fulmine, il nome di battaglia del protagonista, non riguardano solo un uomo solitario travolto dagli eventi della Storia, è la narrazione delle sue scelte compiute con le persone che lo hanno accompagnato fino e durante la lotta partigiana. Il mio intento è certamente quello di celebrare la Resistenza, ma soprattutto di raccontarla, a partire dal suo nascere, da come il divenire partigiano fosse stata una scelta individuale divenuta impegno comune, come in un contesto orribile in cui la guerra segnava profondamente le vite di donne, uomini e bambini, le proprie scelte maturavano con vari gradi di consapevolezza, ma sempre con determinata convinzione.

Dopo molti anni di lavoro di ascolto, di scrittura, di ricerca, di lettura e di riscrittura è nato il primo dattiloscritto. L’incontro, quasi casuale, con i ragazzi di Scampia ha fatto scoccare la scintilla che volle portare questa storia ad uscire dai cuori di chi l’ha vissuta per essere conosciuta. Quindi il percorso di produzione dal basso, il successo oltre ogni aspettativa, l’accurato lavoro dell’editore, la pubblicazione.

Non posso pensare che basti questo traguardo meraviglioso per dire che ho compiuto quello che sentivo di dover di fare, far conoscere una storia importante con cui sono cresciuto. Anche per questo nasce questo sito internet, che vuole essere uno strumento di divulgazione del libro, delle attività ad esso correlate, ma soprattutto uno strumento comunicativo per far si che Fulmine è oltre il ponte sia al centro di un percorso di memoria, in un momento in cui i valori fondanti del nostro paese sono costantemente messi in discussione, talvolta calpestati. Per questo ho pensato a creare il “Campo di lancio“, un blog in cui custodirò riflessioni ed approfondimenti, legati al libro ed ai valori che vuole portare con se, battezzato come il luogo in cui i partigiani della IV zona operativa raccoglievano gli aiuti degli alleati, quella spianata sul monte Picchiara dove paracadutavano munizioni, armamenti, insomma ciò che consentiva ai patrioti ribelli di intensificare la lotta contro il nazifascismo.

Da queste pagine vorrei raccogliere e condividere ciò che ci aiuti a non dimenticare.

Ora e sempre, Resistenza!


Foto: Le quattro giornate di Napoli, tratta dal sito https://www.21secolo.news/le-quattro-giornate-di-napoli-1943-2015/

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L'ultimo arrivato!

Questo bellissimo saggio ci racconta come la cultura di guerra e di morte genera gli stessi mostri in tutto il Paese: pessimismo, obbedienza, passività, senso di sconfitta, conformismo, opportunismo, clientelismo. Figli di un dio minore, vittime e colpevoli allo stesso tempo dei propri mali. Politici e rappresentanti istituzionali fotocopia. Iene e sciacalli ai banchetti delle opere pubbliche e gattopardi perché cambi tutto purché non cambi nulla.

Lo scenario che ci delinea e ci offre queste pagine che seguiranno è certamente doloroso, tragico, inquietante, ma in questo suo coraggioso e generoso atto di denuncia traspare sempre lo smisurato amore per La Spezia, per il suo Golfo, il suo Mare. Pagine e immagini che feriscono il cuore ma in cui respiriamo ancora speranza ed utopia. Che un’altra città sia davvero ancora possibile, viva, libera, aperta, felice. Un laboratorio di Pace.

Antonio Mazzeo

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