Una città a sovranità limitata
Una città a sovranità limitata può riferirsi a diverse situazioni politiche in cui un centro urbano, o un piccolo territorio, non gode della piena autonomia decisionale. I suoi organi rappresentativi non hanno alcuna possibilità di decidere su ciò che accade nel perimetro che amministrano. Insomma, una polis sottoposta a limitazioni o influenze da parte di un soggetto che ne determina invece i destini. Pensate che stia scrivendo un romanzo distopico? Sarebbe un'idea, ma avendo nel cuore Orwell, Huxley e compagnia scrivente, difficilmente mi sentirei a mio agio nel cimentarmi in un esercizio di stile simile. Invece sto parlando della Spezia. La città della Marina militare. Ora penserete che sia un'esagerazione. Ma la realtà è più fantasiosa di qualunque immaginazione.
Sono cose che non può decidere un consiglio comunale, sono cose che ci passano assolutamente sopra la testa. Chilometri sopra la testa.
Alessandro Gai, consigliere comunale (FdI)
9 febbraio 2026
Data la premessa, si potrebbe ipotizzare una schizofrenia dato che nella mozione di maggioranza sta scritto: "impegna il sindaco a confermare il pieno e convinto sostegno istituzionale al Programma Basi Blu, quale intervento strategico nazionale per la sicurezza del Paese e per il ruolo della città della Spezia". Forse, tant'è che secondo il consigliere Gai si sarebbe aperto un tavolo di lavoro, una conferenza dei servizi. L'unico strumento di controllo tra amministrazione, cittadini, governo e Marina militare. Tant'è che le fantasie arriverebbero a livelli quasi psichedelici. Tanto da scomodare riflessioni sulla Valutazione di Impatto Ambientale. Peccato che tale strumento, obbligo di legge per progetti simili, per basi blu sia avocato ai ministeri. Se la cantano, se la suonano e buona notte. Ma siamo una città a sovranità limitata, quindi nessuno si allarmi. Fa parte delle limitazioni.
La narrazione sconcertante che si delinea è quella che le aree militari sono totem intoccabili. Fatevene una ragione, sudditi. Cosa chiedete ai consigli comunali? Sono esercizi di stile che, a seconda degli astanti e degli oratori, possono essere più o meno gradevoli. In taluni casi molto poco. Ma non fraintendetemi, non perché non si dica ciò che si vuol sentir dire, ma perchè l'esercizio, seppur retorico, tocca dei livelli oscenamente così bassi, anche sotto il profilo cognitivo, che il dubbio che permane è: ci sono o ci fanno?
Tutti hanno provato a chiedere qualcosa alla Marina militare. Ma la Marina militare ha sempre risposto no. Poi ci sono narrazioni fantasiose, o forse addirittura antistoriche. La città nata con l'Arsenale. Probabilmente i poeti che diedero il nome al golfo e raccontavano di una fervente città intellettuale e culturale, non avrebbero mai pensato che ad amministrarla ci fosse stato chi teorizza che il raddoppio dei costi dell'ampliamento della base è oltre la distopia.
Ho fatto alcuni approfondimenti. Si legge una valutazione di questo progetto. Sicuramente c'è un qualche molo un po' più grande rispetto alla prima stesura. E poi c'è un problema che sottovalutiamo. Che c'è stato negli ultimi tempi un aumento dei costi dei materiali, enorme. Quindi questa è una delle maggiori cause dell'aumento da 350 milioni a circa 805 milioni. E perchè c'è stato un aumento di questi materiali. Sicuramente, e l'ho vissuto per esperienza professionale, lo scoppio della guerra ha fatto aumentare i costi dell'acciaio e renderli difficilmente reperibili, anche se ora si sono un po' abbassati. Per tutto quello che è legato alle opere edili che dopo chiunque di noi abbia ristrutturato una casa, abbia avuto dei lavori condominiali, sa benissimo che quella sciagura del 110% ha fatto aumentare tutti i costi dell'edilizia.
Giacomo Peserico, (Lista civica Peracchini)
9 febbraio 2026
Ma al di la delle fantasie, la vacuità di certe posizioni, la tendenza a parlare di tutto, men che dell'oggetto in discussione, ossia basi blu e l'impatto sul territorio spezzino, l'eccellente sintesi di un sipario in calata la fornisce il sindaco Peracchini. Veloce, concreto, spicciolo e senza tanti fronzoli.
Buonasera a tutti, solo per esprimere il mio voto favorevole all'ordine del giorno della maggioranza e contro la mozione dell'opposizione, però vorrei rassicurarla. Vi posso garantire che il mio impegno è pari come i sindaci che mi hanno preceduto dal 1861 in poi. Forse anche qualcosa in più. Chiaramente non sono abituato a prendere in giro le persone. Perchè quello che è stato fatto in questi anni è stato fatto un lavoro molto importante. Abbiamo trovato un accordo fatto dalle amministrazioni con il ministro all'epoca Pinotti, con il presidente della Regione Burlando, che ha scaricato su di noi milioni e milioni di oneri. Solo il Falcomatà è già costato solo 12 milioni per ristrutturare la parte interna, la parte esterna costa una ventina di milioni, in più la regione deve costruire di fatto un nuovo ospedale: 98 ambulatori per la Marina militare. Il Montagna costa 100 mila euro solo di affitto, quasi 400 mila euro l'anno per manutenere il verde.
L'area di Marola, presa in affitto, era subordinata alla realizzazione di una scala che scavalcava le mura storiche che sono protette dal ministero dei beni culturali. La sovrintendenza c'ha detto di no, che non era possibile. Ma stesso ragionamento è stato fatto per l'ex officina delle celle frigorifere, dove noi, dopo aver speso 2 milioni per mettere a disposizione dei laboratori di Mariperman paghiamo 15 mila euro di affitto alla Marina militare. Questi sono gli accordi che sono stati fatti che costano decine e decine di milioni all'amministrazione, io spero non vengano più fatti, ma semmai vengano fatti degli accordi diversi.
Il dialogo c'è sempre stato. C'è stato solo qualche piccola cosa che è successa nel mondo. A, il COVID. B, la guerra in Ucraina. Perchè come voi vi ricordate la guerra Russia-Ucraina e oggi non sto ad aggiungere altro. Ma se vi ricordate, con il ministro Crosetto era stato conferito uno studio a Fincantieri e Rina per ragionare sulle aree non utilizzate direttamente dalla Marina militare. Purtroppo in regime di guerra, voi sapete bene che siamo al massimo grado di allerta, ed è chiaro che questo tema è un tema che verrà ripreso appena finiscano le attuali tensioni nazionali e internazionali, dove noi siamo coinvolti. È inutile che facciamo finta che non siamo coinvolti in più guerre in contemporanea, direttamente o indirettamente.
Quindi c'è un dialogo costante. Abbiamo cercato di portare a casa delle aree per la città, abbiamo fatto delle proposte sulle aree di parcheggi, non è stato possibile ed è questa purtroppo, per adesso, la situazione. Poi per quanto riguarda le nuove tecnologie legate al fatto che la Marina militare, tutti i governi hanno condiviso il Piano Brin e poi l'attuale piano. È nell'interesse di tutti. Non è di una parte. Perchè il paese Italia appartiene all'Unione Europea, appartiene alla NATO, appartiene ad un sistema geopolitico dove la libertà e la democrazia sono dei beni fondamentali che vanno difesi. Purtroppo bisogna spendere, perchè se non hai le tecnologie non puoi neanche sederti a discutere, se non hai i sistemi di difesa non puoi neanche sedere a discutere. E quindi il nuovo carro armato che verrà costruito tra Leonardo e Remeti Italia (forse voleva dire Rheinmetall), porterà occupazione, si anche preoccupazione, ma questa è la dura realtà alla quale noi non possiamo scappare. Stesso discorso per le nuove FREMM, i nuovi sottomarini.
Abbiamo avuto anni di deserto nell'arsenale e nella base navale, oggi abbiamo una prospettiva da qui a dieci anni di equipaggi che vengono alla Spezia, di navi che vengono alla Spezia. È un segnale positivo. Questo è in sintesi la situazione. Chiaramente è importante per noi seguire passo per passo quello che succede e quello che succederà, per cercare di portare a casa, o nell'interesse dei nostri concittadini più risorse possibile, più sviluppo possibile, più futuro possibile. Grazie.
Pierluigi Peracchini
9 febbraio 2025
Colpisce un passaggio. Quel "chiaramente non sono abituato a prendere in giro le persone", perchè qualcuno potrebbe obiettare che data tale la premessa, lo sviluppo del ragionamento potrebbe contraddirla abbondantemente. Ma non doveva discutere di Basi blu? Forse non gliel'hanno spiegato. Tant'è, per esempio, che uno stuolo di consiglieri erano intenti a leggere la mozione della minoranza durante la discussione. Forse non hanno avuto tempo durante la settimana.
Secondo il primo cittadino sarebbe una sciagura che chi l'ha preceduto abbia ottenuto delle aree demilitarizzate ad uso della città, solo perchè hanno degli oneri nella loro gestione? In un parco, ebbene si, occorre tagliare talvolta l'erba o potare le piante. Forse la memoria vacilla anche nel ricordare le promesse altisonanti dell'amico Crosetto, e non è dato sapere quale visione della Difesa e quale contributo i territori diano.
Ma quel che desta maggiore preoccupazione è l'aver scoperto che siamo in guerra. Ci è sfuggito qualcosa. A chi l'abbiamo dichiarata? Poi a quali tensioni nazionali farebbe riferimento Peracchini? Cercando di dipanare questi dubbi, passiamo a cose più serie.
Non so perchè mi torna alla mente un verso del grande poeta e pensatore di Recanati. Non so se il riso o la pietà prevale. Ma non c'è nulla da ridere evidentemente e nemmeno da impietosirsi. Né di fronte ad un plateale spregio della Democrazia e della Libertà, termini buoni solo per essere invocati retoricamente. Nemmeno per la totale incapacità di inquadrare una problematica, ascoltare chi (al posto loro) ne elabora criticità e proposte alternative. Il consiglio comunale straordinario su Basi blu, alla Spezia, dà un quadro desolante (non che qualcuno avesse aspettative rosse in proposito) e rimarca la lontananza abissale tra la cittadinanza, le sue prioritarie necessità e chi dovrebbe rappresentarla. D'altronde, numeri alla mano, l'attuale sindaco spezzino è stato eletto da 19.379 cittadini su 74.509 aventi diritto al voto.
Ma il re è nudo. Peracchini, il sindaco votato dal 26% dei cittadini spezzini aventi diritto, è ben lieto che la base spezzina raddoppi. Quindi, per quale motivo affrontare le criticità con le aree militari e la comunità? Il consiglio comunale spezzino parrebbe aver ammesso una totale insipienza e disinteresse totale. Figuriamoci se si dovesse porre la questione dell'ampliamento del molo NATO POL. Tant'è, come fatto notare dal consigliere Centi, l'on. vicesindaca, Maria Grazia Frijia, ha tenuto così tanto al dibattito da uscire ancor prima della conclusione del dibattito consiliare.
Mentre attendiamo che chi è deputato a rappresentare gli interessi dei/lle cittadin* inizierà a farlo, fuori dal palazzo civico si è palesato qualcosa per cui non servono carri armati o FREEM per realizzare. Si è manifestata la gente. Decine e decine di persone che sono uscite di casa, in una fredda serata di un lunedì di febbraio, nonostante le preoccupazioni, i pensieri, le famiglie, il lavoro e tante questioni quotidiane e hanno manifestato la propria contrarietà ad un progetto che non ha nulla a che vedere con democrazia, sviluppo, futuro.
Una mobilitazione permanente si sta avviando. Ognuno di noi, che ha cura del territorio, al suo stato ambientale, che crede in un futuro di pace, nella riappropriazione degli spazi sottratti dalla militarizzazione, di fronte a questa rappresentazione grottesca della democrazia, deve sentirsi chiamato in causa.
