Opinioni
William Domenichini  

L’ammiraglio propone e la senatrice dispone

Per tutelare gli interessi dei cittadini, l’impatto sul tessuto socio-economico, l’ammiraglio propone un commissario straordinario per le opere in aree militari e la senatrice dispone. Ma si sa che nel gioco delle parti, chi governa non vede di buon grado l’intraprendenza di chi si oppone, soprattutto quando questa intraprendenza brucia le sue tappe, anticipando quello che avrebbe fatto. Poco importa che la senatrice in questione dovrebbe aver una vaga idea delle problematiche in gioco.

Avviene nell’iter di “Conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 24 febbraio 2023, n. 13, recante disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e del Piano nazionale degli investimenti complementari al PNRR (PNC), nonché per l’attuazione delle politiche di coesione e della politica agricola comune. Disposizioni concernenti l’esercizio di deleghe legislative“. Nell’atto del Senato della Repubblica n°564, compare la proposta di modifica dell’art. 32.0.4, proposto dalla senatrice Paita, e cofirmato da FregolentLombardo: Art. 32-bis. (Semplificazioni delle procedure per interventi infrastrutturali di competenza della Marina militare).

Nominare un (o più) Commissario straordinario per garantire la rapida esecuzione delle opere pubbliche necessarie alla componente marittima delle forze armate. Scopo? Assicurare con efficienza ed efficacia la difesa militare dello Stato e delle vie di comunicazione marittime. Non solo, garantire i relativi interventi infrastrutturali caratterizzati da elevato grado di complessità progettuale, da una particolare difficoltà esecutiva o attuativa, da complessità delle procedure tecnico-amministrative ovvero che comportano un rilevante impatto sul tessuto socio-economico. Ecco un altro caso che parla senza mai aver letto una carta sul progetto Basi blu.

Il Commissario può essere abilitato ad assumere direttamente le funzioni di stazione appaltante e operano in deroga alle disposizioni di legge in materia di contratti pubblici, provvedendo anche a mezzo di ordinanze. Occupazioni di urgenza, espropriazioni delle aree occorrenti per l’esecuzione degli interventi, redazione dello stato di consistenza e del verbale di immissione in possesso dei suoli anche con la sola presenza di due rappresentanti della regione o degli enti territoriali interessati, prescindendo da ogni altro adempimento.

Avete letto bene. La proposta di nomina di uno (o più) commissari straordinari, in sostanza una figura plenipotenziaria a cui derubricare ciò che riguarda le attività nelle aree militari.

Come usanza, il governo indica al parlamento la propria valutazione degli emendamenti proposti. In questo caso il giudizio è emblematico: improponibile. Come già anticipato in premessa, l’intraprendenza del gruppo dei senatori di Italia Viva brucia le sue tappe del governo e questo cassa la proposta. Forse perché questa iniziativa è proprio farina del sacco dei renziani, ma una richiesta, agli atti, del capo di stato maggiore della Marina, Enrico Credendino.

Cosa fa saltare sulla sedia di una proposta del genere? In primo luogo il fatto che se la struttura militare chiede si scateni la corsa a soddisfarne le richieste, pedissequamente, senza batter ciglio. L’ammiraglio propone e la senatrice dispone. Nulla di sconcertante se non fosse per il contesto e le criticità che molte aree militari maturano e paradossalmente non vengono affrontate. Non certo sotto il profilo delle esigenze delle Difesa, ma nei confronti dei rappresentati, dei cittadini.

Curioso che per soddisfare le esigenze di celerità e di sburocratizzazione non si vada a riformare, eventualmente, il codice degli appalti, ma si creino figure plenipotenziarie, che nel loro operato hanno possibilità di divincolarsi più facilmente da controlli. Eppure, conoscendo minimamente la realtà spezzina, la prima proposta che verrebbe da fare sarebbe seri ed appurati controlli sulle attività. Moli progettati due volte, bonifiche finanziate e fondi mai utilizzati, discariche esistenti e mai bonificate.

Cose spezzine? Ma neanche per sbaglio. Si tratta di un cortocircuito che va dalla Sicilia alle Alpi, passando da aree protette come quella di Coltano al golfo dei poeti. Per questa puntata l’entusiasmo di una senatrice è stato sopito dal voto contrario del Senato. Ma non facciamoci illusioni. Il ministro Crosetto ha già annunciato che se per il gioco delle parti l’iniziativa è stata dichiarata improponibile, sta già pensando ad un decreto ad hoc.

Un altro esempio di come l’apparenza inganna e su questioni fondamentali come privatizzazioni, svendite di pezzi dello Stato, restaurazioni fiscali, erosione dei diritti dei lavorator*, politica estere e militari, le differenze tra chi governa (o meglio esegue i compitini) e chi fa finta di stare all’opposizione sono più facili da trovare rispetto alla Settimana enigmistica.


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L'ultimo arrivato!

Questo bellissimo saggio ci racconta come la cultura di guerra e di morte genera gli stessi mostri in tutto il Paese: pessimismo, obbedienza, passività, senso di sconfitta, conformismo, opportunismo, clientelismo. Figli di un dio minore, vittime e colpevoli allo stesso tempo dei propri mali. Politici e rappresentanti istituzionali fotocopia. Iene e sciacalli ai banchetti delle opere pubbliche e gattopardi perché cambi tutto purché non cambi nulla.

Lo scenario che ci delinea e ci offre queste pagine che seguiranno è certamente doloroso, tragico, inquietante, ma in questo suo coraggioso e generoso atto di denuncia traspare sempre lo smisurato amore per La Spezia, per il suo Golfo, il suo Mare. Pagine e immagini che feriscono il cuore ma in cui respiriamo ancora speranza ed utopia. Che un’altra città sia davvero ancora possibile, viva, libera, aperta, felice. Un laboratorio di Pace.

Antonio Mazzeo

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