Eventi ed iniziative Fulmine è oltre il ponte Libri
William Domenichini  

Presentazione a Follo Alto

Presentazione a Follo Alto. SPresentazione a Follo Altoabato 16 novembre 2019, dalle ore 17.30, presso il circolo ARCI Follo Alto

Presentazione del romanzo partigiano
Fulmine è oltre il ponte.
Vite sospese al di là della Linea Gotica.

Dialogherà con l’autore, Paolo Magliani (giornalista Secolo XIX)


Alcuni anni fa decisi di iniziare a raccogliere le testimonianze di mio nonno, Ciro Domenichini, classe 1922, partigiano combattente del battaglione Val di Vara, formazione partigiana inquadrata nella Colonna Giustizia e Libertà, operante nella IV zona operativa (Lunigiana). Fulmine, questo il suo nome di battaglia che da il titolo al libro, fu insignito del “Brevetto Alexander“, fu decorato con due croci al merito di guerra per l’attività partigiana e con la medaglia commemorativa della guerra di Liberazione. In occasione del 70° anniversario della Liberazione, all’età di 94 anni, ha ricevuto la Medaglia della Liberazione, onorificenza creata dal Ministero della Difesa per la ricorrenza e conferita ai partigiani combattenti in vita.

Decisi quindi di raccogliere i suoi racconti sulla sua esperienza di partigiano, ma non mi limitai a raccogliere le sue testimonianze, ascoltando anche altri componenti della mia famiglia rimasti in vita, testimoni di quel periodo storico, come le sue sorelle, suoi fratelli, la moglie.

Iniziai a trascrivere quelle lunghe conversazioni, nel mio tempo libero, spesso andando nei luoghi in cui le sue storie erano ambientate, in quei boschi, in quelle vallate ed in quelle alture sperdute in cui quei giovani trascorsero mesi e mesi della loro vita, rifugiandosi, combattendo, sopravvivendo, e talvolta morendo. In quei luoghi meravigliosi ed evocativi non potei fare a meno di descrivere quei luoghi, cercando nel contempo di raccontare le emozioni che suscitava riascoltare e riascoltare quelle storie.

Durante il lavoro di scrittura crebbe in me la curiosità e l’esigenza di approfondire ancora di più quelle vicende, a partire dalla necessità di ricostruirle temporalmente. Trovai un’enorme quantità di materiale documentale, presso l’archivio dell’Istituto Storico della Resistenza spezzina, dove sono riuscito a ridare una cronologia più precisa dei fatti che mi sono stati narrati, ritrovando riscontri e documenti in cui sono emersi anche informazioni che le testimonianze non mi avevano fornito, soprattutto sulle persone che sono mancate negli anni successivi alla guerra. Questo elemento mi ha portato a cercare ancora, per esempio negli Archivi di Stato, dove sono riuscito a recuperare i fogli matricolari di alcuni compagni di lotta di Fulmine.

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L'ultimo arrivato!

Questo bellissimo saggio ci racconta come la cultura di guerra e di morte genera gli stessi mostri in tutto il Paese: pessimismo, obbedienza, passività, senso di sconfitta, conformismo, opportunismo, clientelismo. Figli di un dio minore, vittime e colpevoli allo stesso tempo dei propri mali. Politici e rappresentanti istituzionali fotocopia. Iene e sciacalli ai banchetti delle opere pubbliche e gattopardi perché cambi tutto purché non cambi nulla.

Lo scenario che ci delinea e ci offre queste pagine che seguiranno è certamente doloroso, tragico, inquietante, ma in questo suo coraggioso e generoso atto di denuncia traspare sempre lo smisurato amore per La Spezia, per il suo Golfo, il suo Mare. Pagine e immagini che feriscono il cuore ma in cui respiriamo ancora speranza ed utopia. Che un’altra città sia davvero ancora possibile, viva, libera, aperta, felice. Un laboratorio di Pace.

Antonio Mazzeo

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