Eventi Fulmine è oltre il ponte Libri
William Domenichini  

Fulmine con ANPI Chiappa

Martedì Fulmine con ANPI Chiappa4 febbraio dalle ore 18.00, al Centro Dialma Ruggero in via Monteverdi 74 alla Spezia si terrà la presentazione di Fulmine è oltre il ponte, organizzato dalla sezione ANPI Chiappa.

Presenterà la presidentessa Maria Grazia Tabbì e dialogherà con l’autore, Marco Ursano.


Fulmine è oltre il ponte è romanzo storico, partigiano, un’opera in cui si fondono tanti elementi. Parte dalle testimonianze ed dalle emozioni di chi le ha ascoltate, per poi inerpicarsi nella ricerca documentale che è servita a dare fisionomia ai personaggi, struttura al racconto. Una memoria che è stata raccontata come è stata vissuta, senza retorica, compiendo scelte dolorose ma consapevoli, attraverso i drammi della guerra. Una storia raccontata senza celebrazioni, ma con semplicità ed umanità.

5 settembre ’43. Ciro ha vent’anni, è in guerra. Il suo plotone riceve l’ordine insensato di far saltare in aria un convoglio di munizioni, appena consegnato in una polveriera vicino al Brennero. Dopo averlo eseguito, i comandi dell’esercito sembrano disciogliersi come neve al sole, e si trova senza ordini, ignaro di ciò che sta accadendo, sbandato. Inizia l’odissea di un soldato senza esercito. Dopo un lungo e rocambolesco viaggio riesce a tornare a casa, in un paesino in provincia della Spezia ma, nonostante l’armistizio, la guerra non è per nulla terminata. I tedeschi sono ovunque, i fascisti si riorganizzano.

Ritrova i suoi amici d’infanzia e, con l’aiuto di un ex ufficiale dell’esercito e del prete del paese, trafugano le armi abbandonate da un reparto di alpini, nascondendole tra i boschi. Iniziano ad organizzarsi, clandestinamente, tra pericoli e difficoltà. Sabotaggi, travestimenti, rastrellamenti, combattimenti, agguati e guasconate si intrecciano nelle sue storie, i cui protagonisti sono ingranaggi della Storia, che con il suo incedere stritola uomini e donne, ma che senza quegli ingranaggi non sarebbe Storia. Tedeschi e fascisti li chiamano banditi, loro giurano di essere patrioti ribelli, e Ciro diventa il partigiano Fulmine.

Le sue vicende sono i racconti di un nonno che ha vissuto in prima persona la lotta partigiana, tra i boschi e le valli ai margini della Linea Gotica, ascoltati sulle sue ginocchia e ripetuti fino alla memoria, davanti al focolare. Storie in cui si racconta del popolo e non dei re, dei soldati e non dei generali, dove i fatti realmente accaduti si fondono con il romanzo delle emozioni evocate, tra paesaggi e sentimenti, cadenzata dai versi di Italo Calvino: “Non è detto che fossimo santi, l’eroismo non è sovrumano.

Corri, abbassati, dai balza avanti! ogni passo che fai non è vano”. Dallo sbandamento alla lotta armata fino alla Liberazione, passando per i dolorosi eventi che segnano irrimediabilmente la vita dei protagonisti. La storia di Fulmine è curata da una ricerca storiografica ed archivistica che approfondisce le preziose testimonianze di un’esperienza vissuta con un briciolo di inconsapevolezza ma con la coscienza di essere dalla parte giusta, vivendo eventi che hanno coinvolto non solo chi combatteva la Resistenza, ma tutti coloro i quali hanno scelto dove stare vivendo fino in fondo quella scelta.

0 0 voti
Rating articolo
Sottoscrivi
Notificami
Lascia un tuo commento
Lascia un tuo commento

0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti
3d book display image of Il golfo ai poeti

L'ultimo arrivato!

Questo bellissimo saggio ci racconta come la cultura di guerra e di morte genera gli stessi mostri in tutto il Paese: pessimismo, obbedienza, passività, senso di sconfitta, conformismo, opportunismo, clientelismo. Figli di un dio minore, vittime e colpevoli allo stesso tempo dei propri mali. Politici e rappresentanti istituzionali fotocopia. Iene e sciacalli ai banchetti delle opere pubbliche e gattopardi perché cambi tutto purché non cambi nulla.

Lo scenario che ci delinea e ci offre queste pagine che seguiranno è certamente doloroso, tragico, inquietante, ma in questo suo coraggioso e generoso atto di denuncia traspare sempre lo smisurato amore per La Spezia, per il suo Golfo, il suo Mare. Pagine e immagini che feriscono il cuore ma in cui respiriamo ancora speranza ed utopia. Che un’altra città sia davvero ancora possibile, viva, libera, aperta, felice. Un laboratorio di Pace.

Antonio Mazzeo

ORDINALO!
0
Mi piacerebbe conoscere il tuo pensiero. Lascia un tuo commentox