Il veliero e il circo dei numeri
Mentre il contribuente italiano paga il brand del bellissimo veliero Vespucci, il ritorno con cui guadagna Confindustria, almeno apparentemente, è circo di cifre. Si diceva un tempo, privatizzare i ricavi, socializzare le perdite. Vale per le fiere belliche, figuriamoci per un simbolo della retorica militarista tricolore come il Vespucci. Bello l'è bello, come dice chi sciacqua in panni in Arno. Ma quanto costi fino ad oggi è stato sussurrato, i profitti che ne deriva l'uso fa parte del gioco delle tre carte. Probabilmente, se per dire che un veliero è bello, costi quel che costi, chi non ha accesso ai servizi sanitari, sociali, manda i figli in una scuola che cade a pezzi, non ha un lavoro o non sa più cosa sia un servizio pubblico degno di questo nome, potrebbe fare come Fantozzi dopo la presa di coscienza folagriana.
L'adagio secondo il quale a pagare sia sempre Pantalone quindi non tramonta mai, nemmeno in tempi in cui il brand militare è il vettore trainante. Ma le cifre che ne derivano, stante le fonti che le certificano, fa salire l'olezzo di fregatura. Il tour Vespucci, al netto della retorica che l'accomuna alle frecce tricolore e tante altri paillettes militaresche, è costato alle tasche del contribuente italiano. Non solo. Quel che i media, e gli analisti, si dimenticano sempre di citare sono i costi di manutenzione del veliero. Il Brigitte Bardot della nostra Marina militare, per essere rimesso in mare, ha dovuto eseguire lavori di manutenzione per quasi 9 milioni di euro..
Secondo le analisi condotte da Interbrand e dal Centro Studi di Confindustria, il tour Mondiale dell'Amerigo Vespucci, con annesso Villaggio Italia, avrebbe generato un ritorno economico totale di 3,045 miliardi di euro. Non finirebbe qui. Secondo gli industriali il ritorno sugli investimenti (ROI) che ha moltiplicato l’investimento iniziale per 62,78. Tale valore sarebbe il frutto di un calcolo semplice: costi pubblici (48,5 milioni) per fantasioso moltiplicatore partorito da Confindustria, uguale investimenti e benefici diretti e potenziali. Potenziali, non consuntivi, quindi parole al vento. Come le tracce della documentazione citata. Dove sia, non è dato saperlo. Beninteso che non è la prima rigurgitata di numeri. Il primo assaggio fu per il Bello e ben fatto (c'è da chiedersi chi segua il marketing e fargli un corso d'aggiornamento).
Ma allora cosa servirebbe sparare cifre esorbitanti? Molto semplice. Si chiama propaganda. Ma dove finisce la propaganda è plausibile pensare che inizi la clientela? Possibile, almeno nel paese dei balocchi.
Sempre secondo gli industriale, il contributo del Tour Vespucci all’export tricolore sarebbe pari a 479 milioni di euro. La stima è il parto della piattaforma di Confindustria, l'Export Pot Aentialnalysis and Development (ExPand), secondo la quale il progetto ha generato e genererà (ma non è specificato se con Avada Kedavra o Stupeficium) circa 11.155 nuovi posti di lavoro ed un valore pari a 254 milioni di euro. Come a recitare un atto di fede la domenica in chiesa. Ma se qualche beduino, non associato a Confindustria, mettesse in dubbio la spinta economica del veliero più bello del mondo, allora verrebbe zittito da altri fiumi di numeri. Tutti relativi al marketing.
Nel corso del tour mondiale 2023-2025, sarebbero stati registrati 1.269.533 visitatori di Nave Vespucci e dei Villaggi Italia, la mini esposizione itinerante pluriennale che ha promosso e raccontato le eccellenze del Made in Italy. Ma anche i Villaggi IN Italia, luogo di racconto che ha reso partecipi tutti gli italiani dell’esperienza vissuta da Nave Amerigo Vespucci nel mondo. 419.855, all’estero. Nella fase mediterranea (cioè nei porti italiani) sono stati 446.101 i visitatori dei 9 Villaggi IN Italia e 403.577 coloro che hanno visitato Nave Amerigo Vespucci nelle tappe nelle quali non sono stati allestiti i Villaggi. E i social? Non vuoi sparare due cifre sui click? 2.514.346 i follower totali dei 6 canali social del tour. I contenuti social avrebbero ottenuto 1,31 miliardi di visualizzazioni. 37.533 pubblicazioni su media nazionali e internazionali con, udite udire, un sentiment positivo nell’88.1% delle comunicazioni.
Preparato il terreno con numeri confezionati ad hoc da chi ha interesse stretto a non mollare la presa sullo strumento militare come vettore di profitto, tocca certificarlo politicamente.
Con il Tour Mondiale Vespucci abbiamo compiuto un viaggio unico: abbiamo portato l’Italia nel mondo a bordo di un’ambasciata d’eccezione, orgoglio della nostra Marina Militare e della Difesa. Ogni approdo è stato un’occasione per raccontare chi siamo: arte, cultura, storia, moda, design, inclusione: eccellenze che uniscono la forza del nostro passato alla spinta verso il futuro. Il Tour Vespucci ha dimostrato come il nostro patrimonio, antico e contemporaneo, può diventare leva per costruire il domani. Dobbiamo saper attingere alla preziosa eredità che ci è stata lasciata per trasformarla in energia, lavoro, crescita, visione. Un’iniziativa che la Difesa ha fortemente voluto, costruita giorno dopo giorno, porto dopo porto. Un modello straordinario che intendiamo rilanciare, perché è così che si rafforza il Sistema Italia: unendo radici e innovazione, identità e comunicazione, storia e futuro. Le Forze Armate hanno dimostrato ancora una volta capacità di collaborare al servizio di un obiettivo comune, rappresentando l’Italia con professionalità, passione e orgoglio. Un patrimonio per il Paese, una risorsa per la pace e per il futuro.
Guido Crosetto, ministro della Difesa
Il vascello più bello del mondo ha solcato i mari portando con se l’Italia e mettendola in nostra. Questo ci ha inorgoglito, ma ci ha dato anche la consapevolezza di quanto valga il nostro sistema di difesa in termini di qualità, di capacità degli uomini e delle donne che ne fanno parte. Voglio ringraziare la Marina Italiana, la nave Vespucci, tutto il suo equipaggio e, in particolare, il mio grande amico Guido Crosetto, ministro della Difesa, uomo dalla grande sensibilità, che ha capito immediatamente che accanto al Vespucci, alla promozione della difesa, si potesse promuovere l’intero Sistema Italia. Ed è stato un successo straordinario.
Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste
Abbiamo voluto offrire opportunità e mettere in risalto il valore di ogni persona. Il Vespucci porta nel mondo e in Italia un messaggio straordinario di identità e appartenenza. Una delle eccellenze più grandi del nostro Paese, oltre al Made in Italy, è sicuramente l’inclusione, l’accoglienza, lo stare con le persone umanamente e con il cuore, e volevamo dimostrarlo. Siamo stati presenti in quindici tappe, centoventi associazioni hanno partecipato e più di seimila persone sono salite a bordo”
Alessandra Locatelli, ministro per le Disabilità
Dall’impresa del Vespucci possiamo trarre tre preziose lezioni: che l’Italia fuori dai suoi confini è considerata con attenzione, curiosità, ammirazione; che si vince solo se si gioca uniti; che le imprese più proibitive riescono non per il genio estemporaneo di un manipolo di uomini, ma in virtù di un dialogo appassionato con la tradizione, con chi ci ha preceduto e che, seppure non più presente fisicamente, ha messo a disposizione risorse fondamentali per tentare cose nuove. Sono lezioni di cui il sistema-Italia deve fare tesoro.
Alfredo Mantovano, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Nave Amerigo Vespucci è un veicolo di comunicazione unico, suggestivo, trasmette emozioni, porta in sé il nostro Paese. Abbiamo un veicolo utile e versatile che può portare messaggi di pace, di competenza, di Made in Italy, di inclusione. Il Tour ha portato risultati importanti ma possiamo e dobbiamo andare oltre: Nave Vespucci deve diventare stabilmente strumento di comunicazione del Paese, sinonimo dell'Italia, un brand sempre più conosciuto nel mondo che ci permetterà di realizzare un unicum nella competizione tra narrazioni globali. Tutti devono conoscerla e attraverso di lei conoscere i nostri valori: tradizione che si rinnova, cuore, passione, apertura.
Valentino Valentini, viceministro per le Imprese e il Made in Italy
La campagna “Giro del Mondo” di nave Amerigo Vespucci è stata un evento straordinario. Il Vespucci ha svolto pienamente il suo ruolo di nave scuola unitamente ai compiti tradizionali della Marina, tra i quali spicca la “naval diplomacy”; e in questo ruolo nave Vespucci rappresenta un'eccellenza. Ognuno dei porti visitati è stato occasione di scambio di culture e di promozione del “sistema Italia”. Come ha ricordato il ministro Crosetto, è stato lo strumento per portare in giro nel mondo l'italianità, le tradizioni, la storia, la cultura, l'industria e quindi il “made in Italy”. Il futuro vedrà Nave Amerigo Vespucci, che in questo momento è in bacino e sta facendo un importante lavoro di manutenzione - necessario per una nave di 94 anni - andare negli Stati Uniti l'estate prossima.
Enrico Credendino, capo di Stato Maggiore della Marina Militare
Dopo questa sbornia di retorica, torniamo alla realtà. Già perché sul veliero più bello del mondo si muore anche. Come nel caso del sottocapo nocchiero di 3a classe, Alessandro Nasta. La tragedia si verificò mentre il veliero, partito dalla base navale della Spezia. Al netto delle imperizie commesse da qualche deputata. Sta di fatto, che qualche neo, il tour ce l'ha. Come per esempio la polemica sorta in riferimento al fatto che l'equipaggio del Vespucci si sarebbe dovuto pagare il rientro a casa.
Nonostante lo avessimo chiesto espressamente, il rimborso per il viaggio verso casa è stato solo parziale, inconcepibile considerando il profitto tratto da questa attività. Era stato assicurata piena assistenza all’equipaggio per tutta la durata del tour per alleviare le difficoltà della lunga permanenza in mare. Pare però che così non sia stato. [...] Una mancata attenzione verso il personale che invece ha fatto il proprio dovere fino in fondo.
SIM Marina
(16 settembre 2025)
Ma non vi preoccupate, miei piccoli lettori, tutto nella norma. D'altronde, in questo paese, vige la regola per cui chi paga è chi lavora, mentre per passare alla cassa ci pensano i privati. Do you remenber SeaFuture?
Immagine di copertina: (21 settembre 2012), Autore Piergiuliano Chesi, licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported
