MuratiVivi Opinioni
William Domenichini  

Il bagaglino in salsa sprugolina

Duole ammetterlo, ma vedere ridotto un consiglio comunale ad un teatro modello bagaglino (in salsa sprugolina), non è edificante. Nonostante, dal mio modesto punto di vista personale, ritenga l'assise di una città un luogo del popolo, oggi, con il palazzo della democrazia che cade a pezzi, è assai più vicino (salvo eccezioni di minoranza), ad una proscenio di bassa lega.

Basta presentare un'interpellanza in consiglio comunale, il cui oggetto sia la chiusura definita dell'accesso al mare per Marola, e quindi un ulteriore impedimento per l'intera città della Spezia, che si ingenera un teatro di ipocrisia, di menzogne e di faciloneria che il peggiore cabaret non è in grado di produrre. Vi siete persi qualche puntata? Non c'è problema.

La minoranza prende in carico le istanze della popolazione. Apriti o cielo! Speculazione politica! Verguenza! Allora concentriamoci sulla parte comica.

Il consigliere Gai (FdI), ha dichiarato serenamente: "La Marina militare ha un rapporto un po' strano con la nostra città. Purtroppo la Marina militare, da sempre, pensa prima agli spazi suoi e poi a quelli della città". Ho controllato, non è iscritto ai MuratiVivi.

L'assessore della Marina militare, pardon, ai rapporti con la Marina militare, l'ex sottufficiale in quiescenza Pietro Antonio Cimino, si è offeso perchè è stato additato come "passacarte" della forza armata. Ha ragione. Dato lo stipendio che percepisce, nonostante i risultati nulli che produce, senza offesa per chi opera nelle poste italiane, sarebbe più opportuno definirlo portalettere. Perchè al di là di protocollare richieste di un'associazione e le decisioni della Marina militare, non pare vi sia agli atti alcuna iniziativa dell'amministrazione. D'altronde, chi ne avesse gli strumenti, potrà comprendere quale cognizione abbia la giunta Peracchini del Testo Unico sugli Enti Locali, Bassanini e via dicendo.

Ma al di là della sua impalpabile azione amministrativa, le mancanze intellettuali e la vacua posizione politica, la sua performance grottesca tocca livelli notevoli quando afferma che la borgata di Marola non ha alcuna limitazione per le sue attività legate al Palio.

Io ho scarsa memoria. Chi ha vinto la prepalio di Marola? Te lo dico io Cimino, la Marina militare, perchè non è stata fatta la prepalio di Marola.

Non mancano le esternazioni ecumeniche, come quelle del consigliere Peserico, il quale, senza voti ecclesiastici, assume un tono catecumenale, ma con le solite litanie. L'amministrazione non può far nulla per le aree militari. Ha ragione, con questa amministrazione è del tutto evidente. Lo dimostra il fallimento della musealizzazione del sommergibile e la testa sotto la sabbia per la devastante operazione basi blu. Ma quando c'era da tagliare il nastro del campo Montagna o del Falcomatà, ridati alla città dopo la concertazioni dei predecessori, allora la questione non si poneva.

Le abbiamo sentite tutte? Ma nemmeno per sogno. Secondo il consigliere Costantini, che ho dimenticato ora dove sia collocato, presumo meloniano, ma è difficile ricordarsi il percorso impervio di chi cambia casacca frequentemente, sarebbe bellissimo che le condizioni di Marola restassero quelle di prima. Ma che davvero? Marola è murataviva da 150. Ha conquistato l'area verde negli anni '80 grazie ad una Politica che ascoltava le comunità. Continua a battersi per liberarsi da nocività e reclusione. Forse non l'ha capito, ma il punto è che con la barriera l'accesso al mare avverrà con un cancello e un citofono, come fino ad oggi Marola contesta, e da domani a fasce orarie. Questa è l'esito della parte attiva dell'amministrazione Peracchini: "La verità di ciò che sta accadendo razionalmente con la Marina militare".

In cauda venenum tocca al sindaco Peracchini. Rassicura. L'assessore lavoro con lui. E via con una serie di invenzioni, dall'area Enel (centrale chiusa dalla proprietà) a Panigaglia (rigassificatore, che prosegue con il truck-loading). Siamo in tempi di guerra. Di cosa volete parlare? In tempi di guerra si chiude. No, si mettono le fasce orarie. In tempo di guerra la borgata può vogare per allenarsi, ma in tempi di guerra la prepalio non si fa. Discarica di Campo in ferro? Il percorso è quello di una caratterizzazione. Peracchini, basta leggere la perizia del compianto ingegner Boeri per sapere che veleni ci sono. Siamo in mano al nulla.

Continuo a pensare che sia stata una benedizione non aver avuto l'onere di sedere in consiglio comunale, perchè sarebbe per me assai dura assistere a queste farse, senza perdere il contegno. Un è il confronto politico, un altro è assistere alla trasformazione del consiglio comunale nel luogo dove la realtà viene piegata fino a diventare una rappresentazione. E quando la rappresentazione prende il posto della politica, a perdere non è l'opposizione o la maggioranza. Siamo noi. Al netto del taglio dei nastri.

Guardare (e ascoltare) per credere: https://laspezia.consiglicloud.it/meetings/

Basta indignarsi? No. Basta costruire l'ennesima rete (non per pescare, forse qualche voto)? No. Occorre una visione. Occorre un processo di condivisione. Occorre ridare protagonismo, ma non alle individualità, per quello basta acquistare uno stock di specchi e distribuirli. Il protagonismo della comunità, l'ascolto delle istanze da decenni hanno un'elaborazione, un'analisi, uno studio che implichi sforzo, intellettuale e politico. E invece...

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Questo bellissimo saggio ci racconta come la cultura di guerra e di morte genera gli stessi mostri in tutto il Paese. Pessimismo, obbedienza, passività, senso di sconfitta, conformismo, opportunismo, clientelismo. Figli di un dio minore, vittime e colpevoli allo stesso tempo dei propri mali. Politici e rappresentanti istituzionali fotocopia. Iene e sciacalli ai banchetti delle opere pubbliche e gattopardi perché cambi tutto purché non cambi nulla. Lo scenario che ci delinea e ci offre queste pagine che seguiranno è certamente doloroso, tragico, inquietante, ma in questo suo coraggioso e generoso atto di denuncia traspare sempre lo smisurato amore per La Spezia, per il suo Golfo, il suo Mare. Pagine e immagini che feriscono il cuore ma in cui respiriamo ancora speranza ed utopia. Che un’altra città sia davvero ancora possibile, viva, libera, aperta, felice. Un laboratorio di Pace.
Antonio Mazzeo

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