Si vis pacem, para bellum
Ambiente Analisi
William Domenichini  

Un golfo NATO per la guerra

Veramente dobbiamo rassegnarci ad un golfo NATO per la guerra? Le basi tinte di blu non bastano. Seppur sia un elemento catalizzatore principale, sia in termini di spesa pubblica toccando l'orizzonte del miliardo di euro, sia in termini di impatto sul golfo spezzino. Le sprugole sono sparite, qualcuno ci ha messo sopra tonnellate di rifiuti tossico-nocivi, ma tutto è sotto controllo (militare). Una miriade di spazi sono destinati alle attività militari, per quale scopo? Molto spesso tali aree sono talmente inaccessibili da mettere in discussione la loro stessa esistenza. Tuttavia non solo esistono, ma il loro impatto è considerevole, in un'economia che diventa sempre più di guerra.

Come il balipedio, una notevole porzione di territorio adibita a poligono di tiro. Oppure il Polo Nazionale della Subacquea, una realtà che negli ultimi anni ha visto una spinta politica impressionante. L'ultimo atto è arrivato addirittura un disegno di legge ad hoc. Manca qualcosa? Si, il Sea Terminal NATO, un pertugio su cui pende un progetto di ampliamento, ça va sans dire, calato dall'alto. Un'infrastruttura di approdo delle navi petroliere che scaricano carburante nel NATO-POL (acronimo che sta per Petroleum Oil Lubrificant), una rete di oleodotti le cui condutture corrono per oltre 11.000 chilometri, dal mare fino al cuore dell’Europa.

In Italia attraversa 6 Regioni, 17 Province e 136 Comuni italiani. Dalla Spezia, la frazione italiana del sistema denominata North Italian Pipeline System (NIPS) raggiunge le basi NATO di Ghedi (Brescia), Aviano (Pordenone), Rivolto (Udine) e Cervia (Ravenna), nonché altre infrastrutture utilizzate dall’Aeronautica Militare Italiana e dai vari comandi NATO presenti nel territorio italiano. Il sistema di condotte è lungo circa 900 km e comprende il terminale marino, aree di stoccaggio prodotti petroliferi, l'oleodotto, stazioni di pompaggio e trasferimento carburante ed edifici per servizi ausiliari allo scopo di fornire combustibile avio alle principali basi militari italiane. La gestione e la manutenzione del sistema sono affidate alla IG O&M S.p.A. da parte del ministero della Difesa e sotto il comando POL NATO di Parma. Nell'articolata organizzazione militare, gli interventi di upgrade o di manutenzione, sono formalmente gestiti dal genio militare dell'Aeronautica.

Per chiudere questo quadro non può mancare un elemento. I soldi. Il ministro Crosetto mette la questione nero su bianco, come i suoi predecessori, euro su euro:

La disponibilità di prodotti petroliferi presso le maggiori utenze della Difesa (e, talvolta, a favore di forze di pubblica sicurezza e di emergenza co-ubicate) rappresenta un asset strategico di resilienza nazionale ed uno strumento essenziale per la condotta di addestramento e operazioni delle Forze Armate. Tale funzione è assicurata dai depositi costieri mediante trasporto su gomma, su ferrocisterna e, per i tratti più lunghi sul territorio, attraverso oleodotti. Questi ultimi comprendono un complesso di sistemi, con i relativi dispositivi di sicurezza, che devono garantire elevati livelli di prevenzione contro i rischi di fuoriuscite di prodotto e, contestualmente, il regolare funzionamento delle infrastrutture.

Diverse infrastrutture strategiche della Difesa, spesso tra loro interconnesse lungo il territorio nazionale, operano ininterrottamente da diverse decine di anni garantendo la distribuzione di carburanti grazie ad un'elevata qualità di costruzione; tuttavia, la previsione di interventi di ammodernamento e rinnovamento risulta ormai indifferibile per continuare ad assicurare il funzionamento regolare e in sicurezza della rete. Il programma ha, dunque, lo scopo di adeguare gli oleodotti al fine di mantenere e potenziare l’indispensabile livello di resilienza nazionale, estendendola alla prevenzione della minaccia cibernetica.

Il programma ha ricevuto una necessaria integrazione di 19,0 M€ attraverso risorse a "fabbisogno" recate dalla LdB 2023.

Programmatico Pluriennale della Difesa 2023-2025 (pag. 50)

Il peso in termini di bilancio è chiaro. Quindi messi in cassa i quattrini occorre spenderli. La consacrazione è il potenziamento dell’oleodotto NATO, che parte dal golfo dei poeti. Una notizia colta da pochi, lasciata scivolare nel nulla, fino al redde rationem. Il primo step di lavori è destinato al rafforzamento della piattaforma marittima che si affaccia sullo specchio acqueo spezzino, con un'ulteriore cessione di sovranità del nostro territorio. Nonostante l'attenzione al dominio subacqueo, le attuali condotte sottomarine del Sea Terminal verranno sostituite da un desueto molo con condotte in superfice. Quindi è prevista la costruzione di un nuovo pontile di 500 metri che consentirà l’attracco simultaneo di due navi cisterna fino a 80mila tonnellate, con punti di carico e scarico degli idrocarburi.

Nell’aprile 2025 la Soprintendenza ha dato il via libera al progetto, inserito nell’aumento delle spese militari italiane in ambito NATO. Conferenza dei servizi? Sembrerebbe che tutte le istituzioni abbiano dato parere favorevole. Enti come il Comune della Spezia, la Provincia, la Regione avrebbero espresso un parere su siffatta infrastruttura? Eppure qualche impatto sulla vita del golfo dovrebbe averla. Al di là del costo dell’opera (38 milioni di euro), a poche decine di metri c'è un importante area vivaistica di mitilicoltura e non solo. Entro questa primavera inizieranno i lavori, che dovrebbero terminare nel 2030. Uno studio redatto dal Politecnico di Torino, per conto del Centro militare di studi strategici (2006) racconta come si sviluppa l’infrastruttura. Si parte dal Golfo dei Poeti per poi attraversare Parma, Cremona, la base di Ghedi e concludere il percorso alla base di Aviano.

Repetita iuvant. 24 dicembre 2025. Gli uffici del Genio della Difesa pubblicano una trenata di opere per circa 3 miliardi di euro. Nelle pieghe c'è anche DIVISIONE NATO, Servizio Ufficio di Direzione Lavori e Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione (CSE). Per cosa? Per i lavori di UPGRADE_SEA_TERMINAL (Lotto_10): 38.176.383,78 €. Come spesso accade, la questione non brillerebbe in trasparenza. Il 6 ottobre 2025, per  esempio, viene pubblicato, dal 2° REPARTO GENIO dell'Aeronautica Мilitare, titolare di interventi simili, l'Upgrade La Spezia Sea Terminal (aggiornamento progetto esecutivo), l'affidamento alla ditta Acquatecno S.r.l.: 63.011,52 €.

A livello locale, aggiungiamo ad una base tinta di blu, ad un balipedio, ad un rigassificatore, ad un porto commerciale, anche l'ampliamento di un molo per l'approvvigionamento del carburante per le basi NATO. Chissà se dalle finestre spezzine compariranno altri striscioni? Ci sono poche certezze. Che la questioni della militarizzazione del territorio, alla Spezia, non è solo il muro che da 150 anni impedisce alla città una spazio a mare e che le dinamiche colonialiste prevaricherebbero gli interessi delle comunità.

Qualche settimana prima, l'inchiesta di Linda Maggiori, "Petrolio, il carburante di guerre e genocidi", documentava in modo puntuale l'intersezione impressionante tra una delle principali vettori di energia e le pratiche imperialiste, coloniali e genocide che assistiamo in questa fase storica. D'altronde, solo chi fosse atterrato sulla Terra negli ultimi 5 minuti non ha ancora inteso quale sia l'intersezione inscindibile tra proiezione militare e estrattivismo fossile.

Ne ho parlato ai microfoni di Radio Onda d'Urto.

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L'ultimo lavoro

Questo bellissimo saggio ci racconta come la cultura di guerra e di morte genera gli stessi mostri in tutto il Paese. Pessimismo, obbedienza, passività, senso di sconfitta, conformismo, opportunismo, clientelismo. Figli di un dio minore, vittime e colpevoli allo stesso tempo dei propri mali. Politici e rappresentanti istituzionali fotocopia. Iene e sciacalli ai banchetti delle opere pubbliche e gattopardi perché cambi tutto purché non cambi nulla. Lo scenario che ci delinea e ci offre queste pagine che seguiranno è certamente doloroso, tragico, inquietante, ma in questo suo coraggioso e generoso atto di denuncia traspare sempre lo smisurato amore per La Spezia, per il suo Golfo, il suo Mare. Pagine e immagini che feriscono il cuore ma in cui respiriamo ancora speranza ed utopia. Che un’altra città sia davvero ancora possibile, viva, libera, aperta, felice. Un laboratorio di Pace.
Antonio Mazzeo

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