Basi blu o un golfo di Pace?
Eventi ed iniziative Il golfo ai poeti Libri
William Domenichini  

Basi blu o golfo di pace

Mercoledì 9 luglio 2025, ore 21, presso la sede dell'associazione Posidonia alle Grazie (via della Libertà 219), si terrà l'incontro Basi blu o un golfo di Pace?

Confronto sul progetto di adeguamento della base spezzina agli standard NATO.

Ne parleranno:

  • William Domenichini (Associazione MuratiVivi, autore de Il golfo ai poeti, no basi blu)
  • Luca Comiti (Segretario prov.le CGIL)
  • Giorgio Pagano (Presidente associazione Mediterraneo e corrdinamento Rete Pace e disarmo)

Basi blu o un golfo di Pace?


L'iniziativa è organizzata in un momento cruciale. La Rete spezzina Pace e Disarmo denuncia con forza l’atteggiamento elusivo e menefreghista degli enti locali del Golfo (La Spezia e Portovenere, con eccezione dell’amministrazione di Lerici). La richiesta di un confronto, reiterata più volte, a visto una totale mancanza di risposta. Nemmeno la volontà di portare all’attenzione dell’opinione pubblica in maniera attiva il tema del progetto Basi Blu della Marina Militare. La Rete ha chiesto ai tre sindaci del Golfo di indire un dibattito pubblico su questa vicenda. Informare e coinvolgere tutta la popolazione.

Stigmatizziamo con forza la mancata risposta, anche formale da parte dei sindaci della La Spezia e di Portovenere. Apprezziamo la disponibilità data dal Sindaco di Lerici ad affrontare la questione e coordinarsi con i due colleghi per indire il dibattito pubblico.

La proposta di basi blu non è di mera competenza della Marina militare ma riguarda il futuro e il destino del nostro golfo ed in quest’ottica le tre amministrazioni e soprattutto quell’spezzina che ne ospita l’Arsenale devono e possono dire alla loro sui destini di questa importante parte del territorio.

La rete spezzina Pace e disarmo ha da tempo messo al centro della sua azione il progetto base Blu, ha raccolto più di 2000 firme contro i contenuti di questo progetto e ha da tempo consegnato le stesse firme alle amministrazioni del Golfo della Spezia.


Il golfo ai poeti è la storia di una comunità, nata libera da ogni vincolo se non quello della natura. Della privazione del proprio territorio, un sacrificio per amor patrio che è costato molto. Su un altare, che qualcuno chiama progresso, emergono le contraddizioni nel soddisfare i propri diritti. Ha esteso, nel tempo, le sue ombre modificando radicalmente la propria realtà, quasi antropologicamente. Il golfo ai poeti è anche la voce di una generazione di Murati Vivi. Giovani che ruppero il silenzio di una città sonnolenta, di una società assuefatta, di una comunità rassegnata. Quella voce non si è mai sopita. Ogni qualvolta fosse necessario, parafrasando quel tale, per conoscere ed utilizzare l’intelligenza, per agitarsi e non chinare la testa, per organizzarsi di fronte ai soprusi.

Dunque guardare il passato, analizzare il presente e studiare il futuro. Così il golfo ai poeti è soprattutto un’analisi critica, approfondita e dettagliata del progetto spezzino chiamato Basi blu. Una storia piena di menzogne e intrisa di ipocrisie. Per farle emergere e raccontarla ho raccontato questa vicenda, analizzando e riportando dati, documenti, atti ufficiali e pubblicati ma raramente divulgati, riferimenti e tante (forse troppe) dichiarazioni di intenti cadute nel vuoto del dimenticatoio. Ecco la necessità di smontare una menzogna, enunciata all’infinito, per sostenere tutte le proposte alternative possibili. Per costruire un futuro di Pace, di sostenibilità e di prosperità, occorre tenere a mente tutto ciò che è stato detto e non è stato fatto.

Dunque senza avere l’ambizione, o la sfrontatezza, di costruire una weltanschauung, questa storia cerca di gettare il seme per una riflessione critica. Guardare ad un orizzonte comune, compatibile e solidale, che pochi menzionano, ma con la caparbietà di chi non si è mai arreso di fronte all’incapacità di rappresentanti che, in questa vicenda, hanno voltato le spalle ai cittadini. C’è ancora chi guarda negli occhi chi ha il potere di cambiare le cose ma ben si guarda dall’esercitarlo in tal senso, rendendo chiaro che non sarebbero stati più disposti a assumere menzogne per verità e voltarsi dall’altra parte.

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Questo bellissimo saggio ci racconta come la cultura di guerra e di morte genera gli stessi mostri in tutto il Paese. Pessimismo, obbedienza, passività, senso di sconfitta, conformismo, opportunismo, clientelismo. Figli di un dio minore, vittime e colpevoli allo stesso tempo dei propri mali. Politici e rappresentanti istituzionali fotocopia. Iene e sciacalli ai banchetti delle opere pubbliche e gattopardi perché cambi tutto purché non cambi nulla. Lo scenario che ci delinea e ci offre queste pagine che seguiranno è certamente doloroso, tragico, inquietante, ma in questo suo coraggioso e generoso atto di denuncia traspare sempre lo smisurato amore per La Spezia, per il suo Golfo, il suo Mare. Pagine e immagini che feriscono il cuore ma in cui respiriamo ancora speranza ed utopia. Che un’altra città sia davvero ancora possibile, viva, libera, aperta, felice. Un laboratorio di Pace.
Antonio Mazzeo

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