L'altra faccia della medaglia
Analisi Il golfo ai poeti Libri Local
William Domenichini  

L’altra faccia della medaglia

Capita, ormai di sovente, che quando si parla di aree militari, ci siano due realtà, una faccia e l’altra, della stessa medaglia. Come sia possibile tutto ciò? Semplice. Da un lato esiste una realtà, numeri, fatti, che portano a logiche e conseguenti considerazioni. Dall’altro c’è una narrazione, iperboli, marketing, fantasiose ricostruzioni e sistematiche omissioni. Raccontare all’infinito una delle due facce, asintoticamente tenderà ad assumere le forme di una verità. Ma se da un lato la logica costa un ragionamento, e fatica nel seguirlo, fantasia ed omissioni evocano e nascondono assai più facilmente il mondo reale.

Le prove dei fatti, tuttavia, sembrano tanto impietose quanto inequivocabili. Così di fronte ad un fiume di retorica, val la pena raccontare l’altra faccia della medaglia. Prendiamo la vicenda della Madama Butterfly. Che la lirica, e la cultura in generale, non siano patrimonio universale per taluni, non è una novità. Così, per celebrare il centenario pucciniano, la geniale idea partorita nel golfo che fu dei poeti, è quella di eseguire Madame Butterfly su una portaerei in procinto di disarmo. Ormeggiata in una banchina pubblica con accesso facilitato alla cittadinanza? Non esageriamo. Ormeggiata in una base militare con prelazione a ranghi ridotti, anzi ridottissimi.

Stante le immagini dell’allestimento, i posti disponibili sarebbero essere davvero pochi. Se poi contiamo che la prelazione va, ça va sans dire, alle autorità, il cerchio si chiude. Al netto di deputate e senatrici (e consorti), sindaci, assessori e consiglieri (e consorti), la coperta si stringe. Prevista un’unica data, i mal di pancia sui social hanno probabilmente fatto mettere una mano sul cuore a chi tiene il timone saldo. Così si replica. Ma la coperta resta corta. O meglio, resta il dubbio del perché spostare un’unità da Taranto alla Spezia, per allestire un’opera lirica galleggiante, quando in un “banale” teatro come il Civico alla Spezia, sarebbero garantiti 1800 posti. Certo, non è la stessa cosa che metter piede in una proibita area militare. De gustibus non est disputandum.

La narrazione parla di gratuità. Quindi chi ha tirato fuori i danari per portare il Garibaldi da Taranto alla Spezia? Chi ha pagato il compenso dei musicisti e dei lirici? Chi ha pagato l’allestimento ed il service, caricato con gru sull’unità militare? E chi ha pagato lo smontaggio? Un’idea, vaga, ce la si può fare. Tuttavia una mobilitazione simili ed il concetto di gratuito non sembrano andare d’accordo.

Dubbi o non dubbi, a fugarli ci prova direttamente il primo cittadino spezzino.

Pierluigi PeracchiniLa Madama Butterfly andata in scena a bordo dell’incrociatore portaeromobili Giuseppe Garibaldi è stato un evento unico al mondo, che ha regalato emozioni indimenticabili agli spettatori! La nostra città è sempre più un punto di riferimento nel panorama culturale italiano.

Ringrazio la Marina Militare, l’Associazione Amici del Loggiato e tutti coloro che hanno organizzato questo appuntamento. Questa sera si terrà la replica e “La Spezia Lirica Forum” si chiuderà domani con il dibattito sulla figura di Madama Butterfly al Circolo Ufficiali della Spezia.

Pierluigi Peracchini
sindaco della Spezia
(23 giugno 2024)

Quel che non viene narrato, oltre alla spesa per allestire questo evento, gratuito per i partecipanti ma con dei costi che nessuno menziona, è il contesto. Buona la prima, la secondo non manca il commento.

Pierluigi PeracchiniUna bellissima foto dell’Incrociatore Giuseppe Garibaldi durante la rappresentazione dell’opera lirica Madama Butterfly, un evento mai realizzato prima organizzato in sinergia con la Marina Militare e l’Associazione Amici del Loggiato, che ha visto due serate da tutto esaurito!

Sullo sfondo una Spezia illuminata, viva, con tantissimi eventi per tutti, famiglie, giovani e bambini! L’estate spezzina entra nel vivo e la nostra città sta mostrando al mondo le sue potenzialità uniche!

Pierluigi Peracchini
sindaco della Spezia
(24 giugno 2024)

Il Garibaldi viene ormeggiato nell’agognato molo Varicella. Nonostante il parterre de parlementaire transitano sul molo della discordia, nessuno si chiede se i lavori in corso siano riconducibili alla determina del Genio della Marina militare spezzina, o siano i prodromi di Basi blu. Tra questi, neanche a dirlo, i relatori del rifinanziamento del programma basi blu: on.Bagnasco e sen. Pucciarelli.

Quel che è certo è che non appena arrivato, il Garibaldi, sbuffa immancabilmente dal suo fumaiolo, nonostante le cime sia alla bitta da ore. Collegata alla rete elettrica, allestito il sipario, il sole tramonta, Madame Butterfly va in scena, in un tripudio di elogi e di evocazioni, senza l’ombra di una riflessione critica. Anzi, se qualcuno vagamente osa, il timbro di mugugnone è dietro l’angolo.

Se per il primo cittadino lo sfondo è una Spezia illuminata, viva, ignora che il pubblico lascia le spalle ad una ferita ancora aperta: campo in ferro. In un curioso ossimoro, la bellezza della lirica, fa da contorno ad una discarica di sostanze tossico-nocive. Ma questo orizzonte è lasciato a chi canta dal palco. L’altra faccia della medaglia.

Come spesso accade, il confine tra il drammatico, il grottesco e la farsa diviene assai labile. Così, nella celebrazione dell’evento, l’occhio cade sul pubblico, che nella narrazione in tempi poco social e molto network assume sempre toni lirici. Impossibile non notare divise estive, trascinate, anzi ipnotizzate dalle emozioni e dalle vibrazioni pucciniane. “Con onor muore chi non può serbar vita con onore“. Forse erano le vibrazioni dello smartphone. Una notifica qua, una lirica la. O forse stavano leggendo il libretto digitale dell’opera. In fondo, è gratuito.

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L'ultimo arrivato!

Questo bellissimo saggio ci racconta come la cultura di guerra e di morte genera gli stessi mostri in tutto il Paese: pessimismo, obbedienza, passività, senso di sconfitta, conformismo, opportunismo, clientelismo. Figli di un dio minore, vittime e colpevoli allo stesso tempo dei propri mali. Politici e rappresentanti istituzionali fotocopia. Iene e sciacalli ai banchetti delle opere pubbliche e gattopardi perché cambi tutto purché non cambi nulla.

Lo scenario che ci delinea e ci offre queste pagine che seguiranno è certamente doloroso, tragico, inquietante, ma in questo suo coraggioso e generoso atto di denuncia traspare sempre lo smisurato amore per La Spezia, per il suo Golfo, il suo Mare. Pagine e immagini che feriscono il cuore ma in cui respiriamo ancora speranza ed utopia. Che un’altra città sia davvero ancora possibile, viva, libera, aperta, felice. Un laboratorio di Pace.

Antonio Mazzeo

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