Un bel dì vedremo levarsi un fil di fumo
Il golfo ai poeti Libri Opinioni
William Domenichini  

Un bel dì vedremo levarsi un fil di fumo

Un bel dì, vedremo, levarsi un fil di fumo? A decorrere dal 1° ottobre 2024, l’incrociatore portaeromobili Giuseppe Garibaldi passerà alla posizione “Ridotta Tabella di Disponibilità Tre” (RTD3). La fase che preannuncia il disarmo, non è una notizia di primo pelo. Tuttavia l’unità è impegnata nell’ultima vera operazione militare per l’unità: nome in codice Madame Butterfly.

E se due indizi facessero davvero una prova? E se lo scopo strategico delle unità navali della Marina militare fosse l’intrattenimento. Qualcuno penserebbe che stia esagerando. Allora partiamo dai fatti e, come spesso accade, occorre riavvolgere il nastro. Due anni or sono, la fiera bellica spezzina, nota con l’altisonante ed anglofono nome di SeaFuture, mise in piedi uno straordinario happening. Operazione cruciale per il make-up del mercato per la guerra fu la guest star, Giancarlo Giannini, invitato a recitare poesie. Palco d’onore, per l’attore natio spezzino, sarebbe dovuta essere il Trieste ma, come molti sanno, la futura ammiraglia della flotta italiana è travolta da un insolito destino. Nonostante fosse stata varata il 25 maggio 2019, in 3 anni non è ancora in servizio, ormeggiata ai cantieri del Muggiano, evidentemente per problemi tecnici, costantemente in procinto di risoluzione.

Così si ordina al “vecchio” incrociatore portaeromobili Garibaldi, dipendente dal Comando della 3ª Divisione Navale, di salpare. Nonostante abbia preso il mare per la prima volta nel 1983 e sia in procinto di pensionamento, il Garibaldi sta ancora a galla ed è funzionante. Il contribuente italiano così sborsa per la seguente missione strategica: inviare il Garibaldi alla base spezzina, ormeggiarla al chiacchierato molo Varicella ed appestare la popolazione di Marola con i suoi fumi. Tirato a lucido il ponte, non resta che attendere Giancarlo Giannini ed i VIP invitati. Si alzano i calici a conclusione della giornata inaugurale di SeaFuture, selfie di rito e le autorità scendono, qualcuno con lievi sintomi da mal di mare. Mission accomplished, il Garibaldi risalpa, per tornare, ci si augura, a far cose più serie, grazie ai soldi dei contribuenti italiani che ne consentono l’attività.

Non so se è per l’effetto della Fornero, ma anche il Garibaldi tribola a trovar l’agognato riposo dal lavoro. Mentre il Trieste continua a ciondolare dai cantieri del Muggiano a qualche prova a mare, così, altra occasione, altra corsa. Al Garibaldi tocca risalpare, il contribuente italiano rimettere mano al portafogli e pagare il pieno e gli stipendi dell’equipaggio per un’altra missione strategica. La prua ritorna a puntare il golfo che fu dei poeti e, a questo giro, l’obiettivo strategico è celebrare il centenario pucciniano. Come? Semplice, trasformando l’incrociatore portaeromobili in un teatro galleggiante, ormeggio Varicella, vista discarica Campo in ferro.

È la prima volta in assoluto che un’opera lirica viene rappresentata su un’unità navale della Marina Militare. Qualche maligno penserà che non è un caso. Sta di fatto che a bordo dell’incrociatore portaeromobili, la sera del 22 giugno 2024, andrà in scena, in forma integrale, l’opera lirica Madama Butterfly. Accesso gratuito, previa prenotazione sul sito Sarzana Lirica. Invece di raccomandare white tie, si consiglia scarpa ginnica, onde evitare di andar “gambe all’aria” nel raggiungere il ponte dell’incrociatore. A monte l’inclusività, la partecipazione è sconsigliata a persone con difficoltà di deambulazione. Ma sull’accessibilità dell’evento, la questione delle barriere architettoniche è una minuzia.

Il Garibaldi ha la possibilità di contenere 825 persone dell’equipaggio. Facile intuire che, per questioni di sicurezza, si potranno mettere sottocoperta i subordinati più ignoranti (nel senso etimologico) e far posto alla pletora di “autorità” che godranno dell’opera pucciniana. Ma, intuitivamente, è altrettanto facile supporre che la prelazione all’evento musicale abbia margini risicati di disponibilità.

Pierluigi PeracchiniAssisteremo a un evento unico al mondo e mai realizzato in precedenza: il 22 giugno si terrà la rappresentazione integrale della Madama Butterfly sul ponte di volo dell’incrociatore portaeromobili Giuseppe Garibaldi! Il Comune della Spezia verrà inciso nella storia dell’opera lirica!

Pierluigi Peracchini
sindaco della Spezia
(12 giugno 2024)

Così, dopo pompose e magistrali promozioni a social unificati, con sindaco in prima fila a dare informazioni dettagliate sulle modalità di prenotazioni, la realtà si manifesta impietosa. Anzi quasi come un boomerang. Si mormora che, contattati telefonicamente gli organizzatori, abbiano risposto, stancamente e in modalità assai liguri, così: “è rimasta torta di riso o prenderselo in culo, ma purtroppo la torta di riso… è finita!“.

Bando alle battute e ricapitoliamo. Facciamo salpare un’unità militare, gli facciamo percorrere miglia e miglia per farla ormeggiare e trasformarla in un teatro galleggiante. Qualcuno potrà dire che tutto sommato la cosa potrebbe avere un significato. Ma la realtà, nuda e cruda, è che la lirica sale a bordo con le autorità, il popolo resta in banchina, nonostante abbia finanziato con le proprie tasse l’evento, unico al mondo. Anzi, nemmeno la banchina sarà raggiungibile, perché per un evento, con ormeggio in area militare, l’accesso sarà precluso a chiunque non abbia beneficiato dei pochi posti disponibili. O forse, più semplicemente, la massa di servi della gleba a cui appartiene non è concessa l’opera pucciniana, come potranno fare i rappresentanti delle istituzioni.

Per restare in tema pucciniano (ma qui si entra nelle preferenze stilistiche), non c’è che da auspicare che prima o poi, lucevan le stelle …

Portaeromobili (LHA) Garibaldi al molo Varicella

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L'ultimo arrivato!

Questo bellissimo saggio ci racconta come la cultura di guerra e di morte genera gli stessi mostri in tutto il Paese: pessimismo, obbedienza, passività, senso di sconfitta, conformismo, opportunismo, clientelismo. Figli di un dio minore, vittime e colpevoli allo stesso tempo dei propri mali. Politici e rappresentanti istituzionali fotocopia. Iene e sciacalli ai banchetti delle opere pubbliche e gattopardi perché cambi tutto purché non cambi nulla.

Lo scenario che ci delinea e ci offre queste pagine che seguiranno è certamente doloroso, tragico, inquietante, ma in questo suo coraggioso e generoso atto di denuncia traspare sempre lo smisurato amore per La Spezia, per il suo Golfo, il suo Mare. Pagine e immagini che feriscono il cuore ma in cui respiriamo ancora speranza ed utopia. Che un’altra città sia davvero ancora possibile, viva, libera, aperta, felice. Un laboratorio di Pace.

Antonio Mazzeo

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